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Attualità venerdì 12 marzo 2021 ore 11:03

Minacce a Italia Nostra per ricorso sul Viola Park

Il presidente fiorentino di Italia Nostra ha ricevuto minacce dopo aver presentato un ricorso contro la realizzazione del Centro sportivo viola



FIRENZE — I social di Italia Nostra sono stati assaliti dalle minacce dopo la notizia del ricorso contro la realizzazione del nuovo Centro sportivo della Fiorentina, a Bagno a Ripoli. Nel mirino è finito il presidente fiorentino dell'associazione e professore universitario in pensione Leonardo Rombai che oltre agli insulti virtuali avrebbe ricevuto minacce personali telefoniche e con messaggi nella cassetta postale.

Italia Nostra Firenze ha contestato "l’enorme consumo di suolo per la costruzione del centro sportivo Viola Park di Bagno a Ripoli, con campi di calcio, nuova viabilità, parcheggi, 2500 posti auto, che sono addirittura sottostimati, secondo la Vas". A detta di Italia Nostra il progetto sarebbe "in violazione dei principi della Legge regionale 65 del 2014 sul consumo di suolo". Da qui il ricorso al presidente della Repubblica.

"Non è con le minacce e la violenza che si ottiene ragione" così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha commentato le minacce. "Il Comune di Firenze condanna senza se e senza ma queste intimidazioni che non fanno bene né alla città, né alla Fiorentina. Mi auguro che tutti - nessuno escluso - prendano le distanze da questi gesti e dichiarazioni. In una democrazia - ha concluso il sindaco - le battaglie si fanno rispettando le regole. E come istituzione della Città Metropolitana porteremo le nostre ragioni a favore della realizzazione del Viola Park nelle sedi competenti e nel pieno rispetto delle leggi".

Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini ha commentato “Le minacce e le intimidazioni arrivate in queste ore al rappresentante di Italia Nostra sono assolutamente da condannare, non esiste giustificazione per nessuna forma di violenza, sia fisica che verbale. Naturalmente la nostra posizione di contrarietà al ricorso non cambia: siamo convinti della bontà del procedimento amministrativo, approvato da tutti gli enti preposti nell’ambito di un iter che si è svolto nel rigoroso rispetto delle normative vigenti, e con il parere favorevole della quasi totalità del Consiglio comunale. Ci difenderemo con determinazione nelle sedi opportune per far valere le nostre ragioni e l'interesse pubblico. Ma ci dissociamo totalmente e prendiamo le distanze da qualsiasi inaccettabile attacco personalistico, auspicando che il confronto prosegua con toni civili e rispettosi”.

Il ricorso inaspettato. Casini aveva spiegato a Radio Bruno "E' stata di fatto utilizzata l’ultima possibilità di fare un ricorso per la variante urbanistica: non ce l’aspettavamo. Erano già passati 120 giorni da Dicembre di tempo e ogni ricorso al Tar era ormai escluso. L’ultima possibilità era quella di ricorrere al capo dello Stato, ovvero il presidente della Repubblica: questo è quanto è stato fatto da Italia Nostra".

Appelli a ritirare il ricorso straordinario al presidente della Repubblica sono arrivati da parte di alcune associazioni di categoria. Italia Nostra ha confermato la volontà di andare avanti.

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