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Attualità giovedì 04 dicembre 2014 ore 18:10

Il caso Magherini tra Regione e Parlamento

Servizio di Tommaso Tafi

Dopo l'interrogazione della deputata Pd Albini, il consigliere toscano Mauro Romanelli ha chiesto alla Giunta di costituirsi parte civile al processo



FIRENZE — Il prossimo 8 gennaio al Tribunale di Firenze si terrà l'udienza preliminare del processo contro i 4 carabinieri e i 3 medici del 118 accusati dell'omicidio colposo di Riccardo Magherini, 40enne fiorentino morto nella notte tra il 2 e il 3 marzo del 2014 in seguito a un fermo da parte dei militari. 

"In quell'occasione la Regione e il Comune di Firenze potrebbero costituirsi parte civile - ha detto il consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, che ha annunciato di aver presentato un'interrogazione in tal senso - dimostrando così che le istituzioni stanno dalla parte dei cittadini anche quando i processi riguardano le istituzioni stesse". 

Fatto non scontato come dimostrano le storie di Stefano Cucchi, Francesco Mastrogiovanni e Federico Aldrovandi, raccontate a palazzo Bastogi nel corso di un convegno dal titolo significativo: "Libertà e sicurezza. Quali tutele per i cittadini fragili?". Un incontro organizzato dallo stesso romanelli e cui hanno partecipato, oltre ad Andrea e Guido Magherini, fratello e padre di Riccardo, anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e Grazia Serra, nipote di Francesco Mastrogiovanni. Storie di coraggio, come ha sottolineato Ilaria Cucchi che, dopo l'assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte del fratello, ha annunciato l'intenzione di "ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, nel caso in cui la Cassazione non facesse giustizia ribaltando la sentenza d'appello". 

Andrea Magherini, dal canto suo, ha auspicato che il processo che si aprirà l'8 gennaio faccia da spartiacque e vada in una direzione diversa: "Anche perchè la morte di mio fratello - ha detto Andrea Magherini - è avvenuta in un luogo pubblico, una strada, sotto gli occhi di decine di testimoni e decine di telecamere. Ci sono i video, c'è una perizia che dice che la morte è avvenuta per asfissia e c'è un protocollo che dice che le persone in stato di agitazione psicomotoria non devono essere fermate mettendole prone, ma lasciando loro spazio. Più di così".

Intanto nei giorni scorsi la deputata del Pd Tea Albini ha presentato un'interrogazione ai ministri della Difesa, della Giustizia e dell'Interno per sapere se "c'è l'intenzione di acquisire le immagini di sicurezza registrate" dalle telecamere di proprietà del comune, rendendo così "un servizio oggettivamente utile all'attività di indagine".


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