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Attualità lunedì 21 agosto 2023 ore 19:00

In Toscana è partita la vendemmia, come sarà il vino 2023

Calo della raccolta di uva pari al 20% ma la qualità rimane eccellente. I danni maggiori per le bizzarrie del meteo, la peronospora e gli ungulati



TOSCANA — Toscana terra di arte, cultura, paesaggi e vino eccellente. In regione è appena partita la vendemmia ed è già previsto un calo medio della raccolta di uva del 20% ma fortunatamente senza contraccolpi sulla qualità, sul carattere e l’eleganza dell’annata 2023. Elementi che contraddistinguono i vini Made in Tuscany. Parola di Coldiretti Toscana.

A pesare sul vigneto regionale è stata l’esplosione, a macchia di leopardo e con differenze sostanziali tra le zone interne e di costa e tra biologico e convenzionale, della peronospora, malattia che ha costretto i viticoltori ad uno sforzo eccezionale per salvare la produzione.

Confermata la tendenza alla vendemmia “precoce” con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay, le prime ad essere staccate, in una “danza” che prosegue tra i filari con ciliegiolo, merlot, trebbiano e vermentino, per proseguire con sangiovese e cabernet sauvignon, ultimo vitigno ad essere raccolto tra la fine di settembre ed ottobre. Questa la fotografia tracciata sempre da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana.

Ma non ci sono solo i fattori climatici a minacciare la viticoltura regionale. Cinghiali e caprioli, entrano ormai senza alcun timore nelle vigne per banchettare con l’uva dei viticoltori, una delle leccornie preferite dagli ungulati secondo una recente classifica stilata dalla stessa Coldiretti regionale. In dieci anni i danni alle coltivazioni denunciati dagli agricoltori hanno raggiunto i 20 milioni di euro (quasi 1,7 milioni nel solo 2021) ed una buona fetta sono riconducibili proprio alle viti. 

Lo scorso anno, secondo l’Osservatorio di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana vini, la Toscana ha prodotto 2,3 milioni di ettolitri di vino con il settore che contribuisce per il 21% al valore della produzione agricola della Toscana con circa 500 milioni di euro. 12.700 le aziende del settore, 60 mila gli ettari coltivati a vite di cui il 32% con metodo biologico. 58 le indicazioni geografiche riconosciute, di cui 52 DOP (11 DOCG e 41 DOC) e 6 IGT che generano un valore alla produzione di poco meno di 1,2 miliardi di euro. La componente vino è una voce fondamentale per il primato dell’export agroalimentare nel mondo del nostro Made in Tuscany dove incide per il 37% dell’intero valore e per un importo di 1,2 miliardi di euro nel 2022.


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