Attualità Mercoledì 09 Settembre 2026 ore 16:30
Gli incendi mandano in fumo mille ettari di boschi e pascoli

Coldiretti traccia un bilancio degli ultimi 8 mesi ed esprime preoccupazione per l'arrivo delle piogge sui terreni arsi: "Aumenta il rischio frane"
TOSCANA — Quasi mille ettari tra bosco, macchia mediterranea, oliveti e pascoli andati in fumo nel giro di 8 mesi. Una superficie tre volte quella del Central Park di New York. A tracciare il bilancio degli incendi nel 2026 in Toscana è Coldiretti: poco meno di 350 quelli domani dai vigili del fuoco da inizio anno.
Il 40% degli incendi, secondo quanto ricostruito dall'associazione, si è verificato nelle settimane di massimo picco di temperature tra Giugno, Luglio e Agosto. Il 70% degli ettari devastati dal fuoco hanno interessato proprio le superfici boschive. Quasi mille dei 1.300 ettari totali. Agosto è stato il mese più nero con 109 incendi, il 5% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni secondo i dati della Regione Toscana.
Gli incendi, osserva Coldiretti, "Sono una delle conseguenze devastanti e sottovalutate dei cambiamenti climatici. Un costo per la collettività da oltre 10 milioni di euro complessivi". L'associazione guarda adesso con preoccupazione all'arrivo delle piogge "Sui terreni bruciati compatti e duri che impediscono il normale assorbimento all’acqua di infiltrarsi aumentando il rischio di frane, smottamenti ed erosione".
"Ai costi immediati per le operazioni di spegnimento e ai danni su flora e fauna, attività agricole, ambiente e biodiversità – spiega Coldiretti Toscana – vanno aggiunti quelli a lungo termine per la bonifica delle aree e per far rinascere tutto l’ecosistema forestale e tutte le attività umane tradizionali, dalla raccolta della legna a quella dei tartufi e dei piccoli frutti, dalla ricerca dei funghi all’ecoturismo. Pesanti le limitazioni nelle aree corse dal fuoco per pascolo e caccia: attività vietate per un lungo periodo".
Secondo Coldiretti Toscana per difendere il bosco toscano "occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti degli incendi di origine dolosa. La presenza degli agricoltori nelle aree rurali più remote evita l’abbandono contrastando il dissesto idrogeologico".
"Peraltro i roghi che devastano le foreste – conclude Coldiretti Toscana – danneggiano le attività agricole che vivono grazie al bosco e al sottobosco e che sono presidi fondamentali nelle aree più marginali. Un ruolo chiave, tra gli strumenti di contrasto e prevenzione, è quello di laghi e laghetti aziendali, da recuperare e da realizzare, che possono avere una duplice funzione: garantire acqua per l’irrigazione delle colture e di soccorso facilitando l’approvvigionamento di acqua per lo spegnimento dei roghi. Infrastrutture in gran parte già presenti sul territorio che nel corso degli anni sono state svuotate dalla burocrazia e dai costi di gestione. Va in questa direzione la richiesta di semplificazione normativa avanzata da Coldiretti Toscana in occasione della manifestazione sotto la Regione Toscana; richiesta recepita nella legge Omnibus approvata dalla Giunta Regionale con l’obiettivo di favorire la realizzazione ed il ripristino degli invasi mettendo finalmente a disposizione di agricoltori e dei soccorsi una risorsa preziosa".
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