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Attualità martedì 01 settembre 2015 ore 18:44

Istat, la Toscana vede rosa

Servizio Serena Margheri

Da aprile a giungo sono stati creati 30 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2014. La disoccupazione è diminuita dall'11% all'8,5%



FIRENZE — L'Istat ha rivisto in positivo l'andamento del Prodotto interno lordo dell'Italia dei primi due trimestri del 2015 e l'obiettivo del governo Renzi di raggiungere una crescita dello 0,7% è più vicino.

Dati confortanti anche per la Toscana dove, spiega il governatore Enrico Rossi, da aprile a giungo sono stati creati 30 mila nuovi posti di lavoro, in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e la disoccupazione sarebbe diminuita così dall'11% all'8,5%, tradotto in numeri vorrebbe dire che da 180 mila i disoccupati sarebbero scesi a 145 mila. E la Toscana si piazza sotto solo a Veneto e Trentino. Ma il condizionale è d'obbligo visto che le rilevazioni Istat sono telefoniche e dunque le risposte soggettive. Un dato ancora molto alto, quello della disoccupazione, preoccupante ma con un segno di miglioramento.

"Sono dati da non enfatizzare e strumentalizzare – premette Enrico Rossi -, perché i numeri sono freddi e la sofferenza di chi un posto di lavoro l'ha perso o non lo trova ancora grandissima".

E l'occupazione in Toscana cresce soprattutto nei servizi all'impresa. "Visto che a crescere - spiega il presidente della Regione - sono soprattutto i servizi all'impresa, potrebbe essere che il manifatturiero votato all'export e l'industria toscana che ha tenuto (ed ha tenuto per gli imprenditori che hanno investito ma anche i lavoratori che si sono sacrificati) stia producendo effetti a cascata".

L'ultima parola è sul Job Act. "Le riforme, come ha detto di recente anche un consigliere economico di Palazzo Chigi - sottolinea - , da sole non producono lavoro. Non lo fa una diversa forma giuridica del contratto di lavoro. Lo possono fare e probabilmente lo hanno fatto gli incentivi alle assunzioni e stabilizzazioni, riducendo il numero dei contratti precari che nel 2014, tra i nuovi assunti, erano ancora l'85 per cento". "Incentivi – aggiunge – che andrebbero stabilizzati per non rischiare effetti boomerang, assieme a forme di detassazione per chi investe e crea nuova occupazione: una cosa su cui il Governo nazionale dovrebbe riflettere".



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