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Attualità sabato 26 agosto 2023 ore 09:00

I mari rischiano di annegare nella plastica

Le acque del Mediterraneo e dell'Adriatico vittime di bottigliette, posate usa e getta, sacchetti. E l'allarme inquinamento diventa rosso



ITALIA — La plastica è una minaccia concreta per i nostri mari e l'Italia ne sa qualcosa. Infatti, come ha rilevato Openpolis i rifiuti prodotti dagli esseri umani raggiungono ogni ecosistema e la loro presenza è attestata persino sul fondale della fossa delle Marianne

Si tratta di un fenomeno che ha conseguenze estremamente nocive per gli equilibri degli ecosistemi oceanici e marini e per le specie che li abitano, che spesso ingeriscono oggetti estranei o vi rimangono intrappolati. Ma a subirne le ripercussioni è anche la nostra salute, visto che attraverso la catena alimentare veniamo a contatto con una serie di agenti chimici.

I materiali più problematici in questo contesto sono le plastiche monouso. Si stima che almeno 150 milioni di tonnellate di plastica si trovino oggi negli oceani, e ogni anno altri milioni fanno il loro triste ingresso.

In applicazione della Direttiva europea sulla strategia marina per la salvaguardia degli ecosistemi marini, l’Italia conduce dal 2015 un monitoraggio dei rifiuti marini, inclusi anche quelli spiaggiati. La tipologia di rifiuto più frequente è quella della plastica monouso - bottigliette, posate usa e getta e sacchetti - dato che ammonta al 25,3% dei rifiuti totali nel Mediterraneo occidentale, al 26,2% nello Ionio e nel Mediterraneo centrale e al 28,9% nell’Adriatico. Il Mediterraneo, di cui fa parte anche il Tirreno che bagna la Toscana, risulta il mare europeo più inquinato di plastica.

L'Adriatico invece è il mare italiano dove sono stati ritrovati più rifiuti in rapporto all’estensione dell’area litoranea (in totale 547 oggetti ogni 100 metri), seguito poi dal Mediterraneo occidentale (525). Ultimo invece il mar Ionio con 229 oggetti ritrovati.


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