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Attualità martedì 15 settembre 2020 ore 18:05

La beffa del bonus sanificazione, altro che 60%

Il credito di imposta previsto dal decreto Rilancio per le aziende che hanno sostenuto spese per le misure anti-Covid è crollato al 9,3%. Ecco perchè



ROMA — Il cosiddetto bonus sanificazione introdotto dal decreto Rilancio, ovvero il credito d'imposta destinato alle imprese che nel 2020 hanno investito per sanificare le loro sedi e adottare altre misure anti-Covid, in realtà non equivale al 60% delle spese sostenute come previsto dal decreto ma appena al 9,3%. Ad affermarlo è la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro.

"La doccia fredda è arrivata con l'esito delle domande pervenute entro il 7 Settembre scorso all'Agenzia delle Entrate - si legge in una nota dei Consulenti del Lavoro - e con la misura effettivamente spettante ai contribuenti che, di fatto, riduce il credito effettivo a meno di un decimo delle spese realmente sostenute".

"Lo scorso 11 Settembre, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha reso nota la percentuale che permette di calcolare l'importo spettante a ciascun richiedente il bonus - si legge nella nota - E' pari al 15,6423% del credito richiesto. Quindi, se un'azienda ha speso 10mila euro per sanificare i locali e ha richiesto 6.000 di credito d'imposta, alla fine avrà diritto solo a un credito di 938,54 euro".

Ma cosa ha fatto precipitare il bonus dal 60% al 9,3?

Per finanziare l'incentivo sono stati stanziati 200 milioni di euro, troppo pochi rispetto alle spese sostenute da tutti i contribuenti che hanno richiesto il bonus. E così l'Agenzia delle Entrate ha disposto che l'agevolazione venga assegnata solo a coloro che hanno presentato l'istanza telematica entro il 7 Settembre 2020 e che la percentuale di credito di imposta fosse fissata in base al numero di domande validamente presentate. E così l'agevolazione è scesa al 9,3%. 

I destinatari potranno visualizzarla nel proprio cassetto fiscale sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate.



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