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Attualità giovedì 27 agosto 2015 ore 12:57

La Regione ricorre in appello contro Riina

Il ricorso è contro l'assoluzione del boss mafioso come mandante della strage del Rapido 904. La Regione Toscana si era costituita parte civile



FIRENZE — Il 23 dicembre 1984 un ordigno collocato sul rapido 904 Napoli-Milano fu fatto esplodere nella galleria di San Benedetto Val di Sambro sull'Appennino tosco-emiliano, provocando la morte di 16 persone e il ferimento di altre 260.

Il presidente Enrico Rossi, a nome della Regione Toscana, ha presentato appello agli effetti della responsabilità civile contro la sentenza di assoluzione di Totò Riina quale mandante della strage.

La mossa della Regione si aggiunge agli appelli già presentati dalla Procura della Repubblica e dall'Avvocatura dello Stato contro la medesima sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Firenze nella primavera scorsa con la formula "per non aver commesso il fatto"

Nell'atto di appello della Regione si ricorda che, per la strage, sono state già condannate 4 persone, fra le quali Pippo Calò, esponente di Cosa Nostra. Ulteriori elementi e testimonianze (fra cui quella di Giovanni Brusca) indicavano in Totò Riina, all'epoca della strage già il capo di Cosa nostra, il mandante della strage stessa. Di qui il procedimento aperto nel 2014 presso la Corte d'Assise di Firenze e la costituzione di parte civile per i danni morali anche da parte della Regione Toscana.

La sentenza emessa il 14 aprile 2015 ha però assolto Riina ritenendo che non si fosse raggiunta la prova della sua responsabilità. Una sentenza che  la Regione contesta.

"Ci associamo alle richieste di chi, come il pm della Dda di Firenze, Angela Pietroiusti, che ha già presentato appello, ritiene non solo sbagliata la sentenza di primo grado che assolve Riina, ma anche pienamente provata la responsabilità del boss di "cosa nostra", in questo come in altri eventi stragisti che sono maturati nello stesso contesto mafioso - spiega il presidente Rossi - Dopo tanti anni crediamo che si debba mettere un punto fermo su questo capitolo e che ne debbano rispondere in pieno non solo gli esecutori materiali ma anche i mandanti. E' doveroso verso i familiari delle vittime e verso i cittadini toscani, perché è nel nostro territorio che sono avvenute molte di quelle stragi, che rappresentano una delle pagine più dolorose e inquietanti della storia italiana."


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