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Attualità mercoledì 31 marzo 2021 ore 20:48

Le varianti del Covid contagiano anche i topi

Un topo
Un topo

I roditori risultavano indenni dal SarsCov2 ma le varianti brasiliana e sudafricana invece li infettano, trasformandoli in serbatoi naturali



PARIGI — Le brutte notizie dal fronte Covid non finiscono mai: una ricerca condotta dall'Istituto Pasteur ha dimostrato per la prima volta che mentre il SarsCov2 non riesce a contagiare i topi, le sue varianti brasiliana e sudafricana sì.

Questo ennesimo salto di specie del nuovo coronavirus può trasformare i roditori in un altro serbatoio naturale dove il virus può mutare ancora. E anche se non è stata ancora studiata l'eventuale capacità dei topi di trasmettere l'infezione all'uomo, i ricercatori si sono già posti l'interrogativo sui rischi che possono derivare dal fatto che spesso questi animali vivono in prossimità degli uomini.

La ricerca dell'istituto Pasteur, condotta dal genetista Xavier Montaguelli, ha evidenziato nei topi di laboratorio che la proteina Spike del SarsCov2 non riesce ad agganciarsi al recettore Ace2 che si trova sulla superficie delle cellule dei roditori. Le proteine Spike delle varianti brasiliana e sudafricana invece riescono ad agganciare anche le cellule dei topi e a far penetrare il virus.

Nel mondo sono stati rilevati alcuni casi di animali domestici che hanno contratto il contagio ma nei casi noti è emerso che sono stati i proprietari, malati di Covid-19, a trasmettere il virus al loro gatto o al loro cane e non il contrario (vedi qui sotto gli articoli collegati). 

Per quanto riguarda l'origine del nuovo coronavirus, una recente ricerca condotta negli Stati Uniti da un gruppo di studiosi guidati da Elena Giorgi nei laboratori della Duke University ha individuato in un pipistrello il coronavirus che più assomiglia al SarsCov2. Quest'ultimo avrebbe conquistato la capacità di infettare l'uomo grazie a un frammento genetico recepito dal coronavirus che invece infetta il pangolino.

In Toscana l'85% delle persone che si sono ammalate di Covid al 18 Marzo scorso sono state colpite dalla variante inglese, il 10% da quella brasiliana.

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