Cronaca Domenica 23 Novembre 2025 ore 17:30
Addio a Loris, simbolo della battaglia per le vittime del Moby Prince

La Toscana piange la scomparsa del presidente del Comitato Moby Prince 140. Da sempre un punto di riferimento per i familiari delle vittime
LIVORNO — Lutto in Toscana per la scomparsa di Loris Rispoli. Presidente del Comitato Moby Prince 140, che da anni si batte per fare piena luce sul disastro del 1991, è stato punto di riferimento per i familiari delle vittime.
Il 10 aprile 1991 il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo entrano in collisione al largo del porto di Livorno, nell'incendio che si sviluppa a bordo perdono la vita 140 persone. Tra le vittime anche Liana Rispoli, sorella di Loris, che lavorava come commessa nella boutique della nave passeggeri.
Loris si è spento ieri, all'età di 69 anni. Con un post su Facebook il sindaco di Livorno Luca Salvetti, che all'epoca dei fatti lavorava come giornalista televisivo, lo ha ricordato con queste parole: "...c’è un volto che poi diventerà per me molto familiare, impossibile da dimenticare: è il volto di Loris Rispoli fratello di una delle ragazze che lavorano sul Moby. Lui abbraccia la madre, dalla banchina guarda verso l’imboccatura del porto, aspetta notizie certe ma è come se avesse già capito tutto, i suoi occhi sono lo specchio del dramma..."Con queste parole - scrive il sindaco- negli anni 90 ho descritto il primo incontro con una persona speciale che con gli anni è diventato un amico e con il quale ho percorso un lunghissimo cammino di vita e un esperienza umana, giornalistica e poi da sindaco legata al Moby Prince e al dramma del 10 aprile 1991. Ciao Loris, sarai sempre con me e con tutti i livornesi".
Profondo cordoglio è stato espresso anche dalla Regione Toscana. “Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di Loris Rispoli, una figura che ha rappresentato per oltre trent’anni un punto di riferimento imprescindibile nella battaglia per la verità e la giustizia sul disastro del Moby Prince. La morte di Loris - scrive il presidente della Regione Eugenio Giani- è una perdita che colpisce non solo i familiari delle 140 vittime, ma tutta la comunità toscana e nazionale che in lui ha riconosciuto un uomo di straordinaria dignità, determinazione e umanità. La tenacia e la lucidità di Loris hanno contribuito in modo fondamentale a mantenere viva negli anni l’attenzione sul più grave disastro della marineria italiana dal dopoguerra”.
“Loris – prosegue Giani – ha saputo trasformare un dolore personale immenso in un impegno civile esemplare, diventando la voce di un’intera comunità ferita. La sua forza morale, la sua costanza e la sua capacità di unire sono state determinanti per mantenere aperto un percorso di verità che la Toscana ha sempre sostenuto. A nome mio e della Regione Toscana mi stringo alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso con lui questa lunga e difficile battaglia.”
“È anche grazie a persone come Loris Rispoli – conclude il presidente – che oggi proseguiamo con rinnovato impegno nella ricerca della piena verità. Non ci fermeremo e non smetteremo mai di essere al fianco di chi raccoglie la sua eredità in questa lotta. La Toscana non dimentica.”
"Oggi Livorno perde Loris Rispoli. E con lui se ne va un pezzo di quella città che mi ha insegnato cosa significa non arrendersi mai davanti all’ingiustizia - scrive in una nota la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop - Loris era il fratello di Liana, una delle 140 vittime della strage del Moby Prince. Da quel giorno del 1991 non si è mai fermato: ha cercato la verità quando molti volevano chiudere, ha preteso giustizia quando era più comodo dimenticare, ha trasformato un dolore indicibile in una forza collettiva che ha unito un’intera città. È stato un punto di riferimento per chiunque creda nella verità come dovere morale, nella giustizia come fondamento della democrazia, nella memoria come atto di cura verso la comunità. La sua voce, insieme a quella dell’Associazione 140, ha tenuto accesa una luce che continuerà a illuminare. Poche settimane fa, in una delle mie ultime sedute in Consiglio comunale, abbiamo approvato all’unanimità la mozione per il Museo della Memoria sulla strage del Moby Prince. Era un’idea sua. Sua e delle famiglie che con lui hanno combattuto per decenni. Perdendo Loris, non perdiamo la sua eredità. Quel patrimonio di dignità, di lotta, di amore per la verità adesso passa a tutte e tutti noi. Il modo più concreto per onorarlo è continuare il percorso che ha iniziato: mantenere alta l’attenzione sulla vicenda del Moby Prince e trasformare la memoria in impegno concreto, nelle istituzioni e nelle comunità. Alla famiglia, alle amiche e agli amici, e a chi ha camminato al suo fianco in questi anni, va l’abbraccio più sincero. Ciao Loris".
"La morte di Loris Rispoli mi riempe di tristezza. Con lui- scrive il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo- se ne va un pezzo importante della nostra comunità, della nostra coscienza civile, della nostra storia toscana. Loris non è stato solo il presidente dell’associazione dei familiari del Moby Prince. È stato, prima di tutto, un uomo capace di trasformare un dolore infinito in una battaglia collettiva, in una richiesta di verità e giustizia che non ha mai conosciuto tregua, stanchezza, compromesso. In questi anni in Consiglio regionale abbiamo camminato insieme molte volte. Abbiamo condiviso incontri, audizioni, iniziative, momenti difficili e momenti di speranza. Ho visto da vicino la sua determinazione, la sua fermezza, la sua incredibile umanità. Ho visto come sapeva tenere unita una comunità ferita, come sapeva dare forza agli altri proprio quando la vita gli chiedeva più di quanto fosse giusto chiedere a un uomo. Loris ha portato avanti una battaglia che non era solo dei familiari delle vittime: era una battaglia di tutta la Toscana, di chi crede nelle istituzioni, di chi pensa che la verità e la giustizia siano l’unica strada possibile. Oggi lo piangiamo, ma non smetteremo di camminare sulla strada che ci ha indicato. La sua voce, la sua dignità, il suo coraggio resteranno per sempre un faro nel percorso verso quella verità che lui ha cercato fino all’ultimo istante. Un abbraccio grande alla sua famiglia e a tutti i familiari del Moby Prince. Oggi perdiamo un uomo giusto. E gli uomini giusti non si dimenticano mai".
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