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Cronaca venerdì 24 giugno 2022 ore 17:30

Maxi sequestro di cereali con pesticida vietato

Sequestro Finanza ADM - Foto di archivio

Un ingente carico di teff proveniente dall'Etiopia è stato intercettato e sequestrato al porto di Livorno perché trattato con un pesticida vietato



LIVORNO — L’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli di Livorno e la Guardia di Finanza hanno intercettato e bloccato un ingente carico di teff proveniente dall’Etiopia. Il pregiato cereale privo di glutine e utile nelle diete a basso contenuto glicemico è risultato essere stato trattato con una sostanza tossica per la salute dell’uomo.

L’operazione denominata "Pane sano”, coordinata dalla Procura di Livorno, è il frutto della sinergia operativa del Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane e delle Fiamme Gialle di Livorno effettuata sui prodotti agroalimentari in arrivo presso il porto mercantile di Livorno.

Gli inquirenti hanno mirato l’ingente carico di Teff proveniente dall’Etiopia e importato da una società marchigiana. I sospetti sono sorti all’esito del controllo della consistenza economica e fiscale del soggetto importatore e di una segnalazione.

La Asl è stata attivata per effettuare specifiche analisi di laboratorio sul cereale importato, il cui esito ha confermato i dubbi: il carico era stato trattato con propiconazolo, un pesticida vietato definitivamente dalla normativa europea dal 2019, con il Regolamento di esecuzione UE 2018/1865. Il prodotto risultato inquinato dal propiconazolo è pari a circa 22.000 chilogrammi per un valore commerciale di circa 220.000 euro.

Su disposizione della procura, sono scattate le perquisizioni presso l’impresa e l’abitazione del titolare della ditta importatrice, con il sequestro di copiosa documentazione contabile, commerciale e telematica utile a ricostruire l’intera filiera produttiva, distributiva e commerciale.

La procura ha richiesto al giudice delle Indagini preliminari l’emissione di decreto di sequestro preventivo, al fine di tutelare la salute pubblica.

Il rappresentante legale dell’azienda importatrice è indagato per il reato di detenzione di sostanze alimentari nocive.


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