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Attualità giovedì 15 aprile 2021 ore 19:25

Ottomila tonnellate di rifiuti pericolosi nella SR429

La conferenza stampa del procuratore Creazzo
La conferenza stampa del procuratore Creazzo

All'alba 23 arresti per infiltrazioni mafiose in appalti pubblici, concerie e traffico di droga. Indagati anche politici e amministratori pubblici



FIRENZE — Tre indagini diverse coordinate dalla Procura nazionale antimafia ma con il denominatore comune della 'ndrangheta hanno portato a 23 arresti e a una sessantina di perquisizioni a Firenze, Pisa, Arezzo, Crotone, Terni e Perugia per reati che vanno dall'associazione a delinquere aggravata dall'agevolazione mafiosa allo smaltimento illecito di rifiuti, al traffico di droga, all'inquinamento ambientale e all'estorsione. 

Fra gli indagati a vario titolo alcuni soggetti che fanno parte dell'Associazione Conciatori di Santa Croce sull'Arno ed esponenti politici e amministratori di enti pubblici territoriali con cui i primi avrebbero avuto contatti diretti per ottenere agevolazioni. Ma andiamo con ordine.

OPERAZIONE KEU - OPERAZIONE CALATRURIA - OPERAZIONE GEPPO

Il comparto della concia delle pelli è un settore di particolare rischio ambientale per la produzione dei rifiuti. Secondo gli inquirenti, alcuni soggetti al vertice dell'Associazione Conciatori di Santa Croce avrebbero creato negli anni un sistema consolidato per inviare il cosiddetto keu (ovvero l'inerte con elevate concentrazioni di inquinanti derivato dal trattamento nell'impianto Aquarno dei fanghi prodotti dalle concerie) in un impianto di produzione di materiali riciclati dove veniva mescolato ad altri inerti e poi classificato come materia prima per l'edilizia, così da impiegarlo in vari cantieri con rischio di inquinare falde e suolo. Il titolare dell'impianto di materiali riciclati è ritenuto in stretto contatto con alcuni elementi di una cosca della 'ndrangheta che, infiltrata in una storica azienda mugellana, aveva preso il controllo di un subappalto per la costruzione del quinto lotto della strada regionale 429 Empolese. Ottomila tonnellate di keu contaminato sarebbero state smaltite illegalmente nella costruzione della nuova superstrada dell'Empolese-Valdelsa.

Nel corso dell'inchiesta sono emerse criticità anche negli scarichi del depuratore Aquarno nel torrente Usciana e nella lavorazione del cromo esausto, commercializzato dopo un trattamento anche se - hanno spiegato gli inquirenti -  rimaneva a tutti gli effetti un rifiuto.

Le 8.000 tonnellate di keu finite nel cantiere della SRT 429 hanno rappresentato il collegamento investigativo fra l'indagine Keu e quella Calatruria, incentrata sulla ditta mugellana che, infiltrata da esponenti della 'ndrina, controllava il movimento terra nel quinto lotto della superstrada attraverso condotte estorsive e avrebbe condizionato la concorrenza locale aggiudicandosi importanti commesse pubbliche con la forza della consorteria mafiosa.

Nel corso delle indagini, gli investigatori avrebbero rilevato contatti diretti fra gli esponenti dell'Associazione Conciatori di Santa Croce sull'Arno e alcuni esponenti politici e amministrativi di enti pubblici territoriali, alcuni dei quali sono stati indagati a vario titolo con l'accusa di aver agevolato il sistema. Fra gli indagati, stando a quanto riportato dall'agenzia Ansa, ci sarebbero anche il capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana Ledo Gori, il consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni, la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda, un alto dirigente della Regione Toscana.

Collegata all'inchiesta Calatruria è il terzo filone di indagine, denominato Geppo, incentrato sull'approvvigionamento di un ingente quantitativo di cocaina sbarcata nel porto di Livorno e sulla sua distribuzione in Toscana. Le indagini hanno portato al sequestro di quasi due quintali di sostanza stupefacente fra il 2017 e il 2019 e all'individuazione di una base logistica della cosca in provincia di Pisa, utilizzata per stoccare grosse quantità di droga e nascondere armi.

Nell'ambito dell'inchiesta Keu, questa mattina sono stati quindi eseguiti un arresto in carcere e 5 ai domiciliari, il sequestro di 2 impianti per la gestione dei rifiuti, il sequestro di beni per oltre 20 milioni di euro e una sessantina di perquisizioni, una anche negli uffici della Regione Toscana.

Nell'ambito delle operazioni Calatruria e Geppo sono state invece eseguite 17 ordinanze di arresto nei confronti di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, illecita concorrenza con violenza e minaccia, sub appalto irregolare e associazione a delinquere finalizzzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dal metodo mafioso.

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