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Lavoro martedì 26 gennaio 2016 ore 15:52

No all'accorpamento delle soprintendenze

Cgil, Cisl e Uil si schierano contro la riforma Franceschini che unifica le soprintendenze archeologiche con quelle delle Belle arti e del paesaggio



FIRENZE —

E' iniziata con un'assemblea la mobilitazione del personale della Soprintendenza Archeologia Toscana per chiedere al ministro Dario Franceschini di ritirare il nuovo decreto di riorganizzazione del Mibact. (vedi articoli correlati, ndr)

"E' ancora in mezzo al guado l'attuazione della riforma del 2014 - spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica - Un'operazione fatta senza conoscere la realtà dei luoghi di lavoro, a partire dalle risorse disponibili per arrivare alla procedure, con i poli museali e i musei autonomi funzionanti solo sulla carta e il problema della carenza di personale continuamente negato o accantonato dal Ministero". 

"Accorpare le Soprintendenze non significa rafforzarle ma avviarle alla scomparsa perchè si tagliano risorse e presenza sul territorio - proseguono i sindacati - Con questa seconda puntata della riforma, il Mibact dimentica la funzione costituzionale di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e del paesaggio che passa attraverso le Soprintendenze". 

La Soprintendenza Archeologia Toscana conta sei  aree archeologiche aperte al pubblico, tra cui spicca Roselle che registra eccellenti risultati in termini di utenza, il cantiere di scavo e visitabile delle Navi di Pisa ed altri importanti siti, nonché un nucleo tutela dedicato all’archeologia subacquea.

"La Soprintendenza vigila su collezioni e monumenti pubblici e privati, è presente nel territorio con numerosi cantieri di scavo e di restauro, cui si aggiungono gli interventi di archeologia preventiva connessi alla realizzazione di servizi e infrastrutture - scrivono ancora Cgil, Cisl e Uil nella nota - La tutela archeologica, insieme a quella architettonica, paesaggistica, storica e artistica, è un'eccellenza italiana che, con risorse umane sempre più scarse, presidia e salvaguarda il patrimonio, contrasta gli scavi illegali e il traffico di oggetti antichi, limita il consumo del territorio. E per questo è scomoda, è vissuta come un freno allo sviluppo, come un intralcio noioso all'iniziativa imprenditoriale". 

"Il personale della Soprintendenza Archeologia Toscana rivendica la propria specificità e la propria autonomia scientifica - concludono Cgil, Cisl e Uil - e si impegna, in sinergia con i sindacali confederali, a percorrere tutte le iniziative che possano risvegliare la coscienza civile degli italiani contro il progetto di depotenziamento e disgregazione del compito di tutela che l'articolo 9 della Costituzione affida alla Repubblica Italiana".


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