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Attualità mercoledì 26 luglio 2023 ore 09:20

Granchi alieni nei mari toscani, strage di orate, cozze e vongole

I granchi blu
I granchi blu

Non hanno predatori naturali, invadono costa e laguna divorando di tutto e decimando gli allevamenti: i pescatori chiedono lo stato di emergenza



ORBETELLO — Da pochi esemplari all'invasione il passo è stato breve: così adesso la laguna di Orbetello e tutta la costa sono invase dai granchi blu, specie aliena senza predatori naturali che in Toscana sta facendo un'autentica strage di orate e del loro cibo, cozze e vongole

I pescatori toscani chiedono lo stato di emergenza: "Stiamo assistendo impotenti ad un cataclisma", scrive in una nota Confcooperative Fedagripesca Toscana per bocca del suo vicepresidente e referente pesca Andrea Bartoli.

"La laguna di Orbetello e tutta la costa sono invase da granchi blu, una specie aliena priva di predatori in natura che divora tutto quello che trova. E' un danno all’ecosistema e all’economia della pesca di proporzioni incalcolabili. Chiediamo che venga disposto da subito lo stato d’emergenza”. 

Come molte specie non autoctone, anche i granchi blu sono molto aggressivi: "Mangiano tutto quello che trovano. I pesci d’allevamento - specifica Bartoli - rischiano di essere decimati in poco tempo, ma è a forte rischio anche tutta la costa. Stanno devastando un habitat in cui non sono nati, perché non sono tipici del Mediterraneo, ma dentro al quale sono proliferati. Serve subito un tavolo tecnico con la Regione e, come conseguenza, la dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del governo, così come è accaduto nell’alto Adriatico per il medesimo problema”.

Il fenomeno ha assunto in breve tempo dimensioni da allarme. Lo spiega il presidente della Cooperativa Orbetello pesca lagunare, Pierluigi Piro: “Un anno fa erano appena centinaia - osserva - mentre ora sono quintali. Attaccano i nostri pesci e le strutture per la pesca. Mangiano le orate più piccole, oltre a vongole e cozze, che sarebbero proprio gli alimenti delle orate, creando un cortocircuito alimentare. Anche la pesca delle anguille è già diminuita del 30%, perché recidono tutte le reti. Abbiamo bisogno di risposte urgenti dal Ministero dell’agricoltura, e di sostegni economici”.

Le contromisure non sono di semplice attuazione: "Ci troviamo davanti a una specie nuova - conclude Piro - che stiamo studiando adesso. L’unico modo pare essere quello di pescarli tutti, ma poi si pone anche il problema dello smaltimento, perché hanno un mercato ancora ristretto. In vita mia non ho mai assistito ad un fenomeno del genere. Penso che siano arrivati con delle navi cargo, poi hanno trovato un clima favorevole per riprodursi. Se non reagiamo in fretta distruggeranno il nostro ambiente e la nostra economia”.


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