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Attualità mercoledì 19 aprile 2023 ore 14:30

L'oca del Nilo sguazza in acque toscane, è la diva dell'Arno

L'oca del Nilo
L'oca del Nilo

Tutti affascinati dal volatile d'Egitto, ma dietro la livrea dai colori brillanti e quell'incedere elegante in realtà si nasconde una specie invasiva



SAN GIOVANNI VALDARNO — La livrea dai colori brillanti, il portamento elegante: in Valdarno sono tutti affascinati dalla splendida coppia di oche del Nilo che vive da qualche tempo lungo l'Arno, new entry nell’habitat fluviale della vallata che desta lo stupore di quanti la ammirano a San Giovanni Valdarno dove l'oca è già una diva con folle di curiosi e appassionati ad osservarla e fotografarla. 

Ma dal Consorzio di bonifica si specifica come oltre che bella sia anche fonte di preoccupazione: si tratta infatti di una specie nidificante che rafforza il patrimonio biologico alieno con effetti sull’ecosistema autoctono difficilmente prevedibili.

Lo splendido uccello, dal nome scientifico di Alopochen aegyptiaca, è originario dell’Africa subsahariana e della Valle del Nilo: qui gli antichi egizi lo consideravano un animale sacro e lo raffiguravano nelle loro opere d'arte. Le piume brillanti e vivacemente colorate le hanno elette tra le oche ornamentali più apprezzate per far bella mostra di sé in parchi, giardini e zoo di mezzo mondo. 

Come spesso accade, però, molti individui sono fuggiti dalla cattività o liberati di proposito in natura, iniziando a riprodursi ed espandere l'aerale alla conquista di nuovi spazi. Toscana inclusa, evidentemente.

I tecnici del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno l’hanno notata nel corso dei sopralluoghi programmati lungo il fiume per il monitoraggio delle criticità idrauliche: “La coppia può essere arrivata in seguito a un processo migratorio o più probabilmente, come è accaduto da altre parti della penisola e d’Europa, è frutto di rilasci o 'fughe' da spazi privati". 

"Questi uccelli - spiegano gli esperti - sono considerati estremamente invasivi e dal 2017 sono stati inseriti nell'elenco delle specie aliene di rilevanza europea". Per quanto esteticamente apprezzati al pari dei pappagalli, degli ibis sacri e di altri colorati uccelli esotici, la loro presenza verrà monitorata per controllare l’equilibrio biologico del fiume Arno ma sarà anche fra i temi all'ordine del giorno per la definizione del contratto di fiume.


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