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Attualità Mercoledì 15 Aprile 2026 ore 18:10
Chirurgo toscano premiato in Corea del Sud

Importante riconoscimento per Lorenzo Petagna e l'Aoup nel campo del trapianto di fegato da donazione a cuore fermo
PISA — Importante riconoscimento internazionale nel campo del trapianto di fegato da donazione a cuore fermo per Lorenzo Petagna e l'Azienda ospedaliero universitaria Pisana. Il chirurgo dell’Unità operativa di chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup, è stato premiato in Corea del Sud durante il congresso “HBP Surgery Week 2026 & the 64th Annual Congress of KAHBPS”, tra i più rilevanti a livello asiatico e internazionale per la chirurgia epatobiliare, che si è svolto a Seul tra il 26 e il 27 Marzo.
Il medico pisano, che ha presentato i risultati più recenti legati al trapianto di fegato da donazione a cuore fermo con l’utilizzo delle tecniche di perfusione in situ ed ex situ, ambito in cui il centro pisano è considerato tra i pionieri a livello mondiale, è stato premiato con un travel grant e insignito della menzione Distinguished Presentation Oral.
“Per me è un grande onore ma soprattutto un onere condividere oltre i confini nazionali i risultati e le fatiche del nostro quotidiano lavoro di équipe - ha detto Petagna -. Il tema del congresso era “Navigation to New Horizons in HBP Surgery” e la presentazione della nostra esperienza è stata fonte di dibattito e ispirazione per quelle realtà dove la donazione DCD non è ancora diffusa. Allo stesso modo la conoscenza dell’expertise coreano e dei Paesi asiatici in genere, dove il sistema trapiantologico si basa per lo più sulla donazione da vivente, con utilizzo di tecniche mini-invasive (laparoscopia e robot, ndr) è stata molto utile per implementare il nostro bagaglio culturale e terapeutico a beneficio dei nostri pazienti.”
Il riconoscimento arriva in una fase di crescita per questa tipologia di donazione. “La donazione da DCD in Italia è in crescita – ha aggiunto Davide Ghinolfi, direttore della struttura pisana -. Dal 7% del 2023 si è passati all’11% del 2024 e poi al 15% 2025 dei donatori utilizzati in Aoup. La nostra esperienza può aiutare a ridefinire i criteri di valutazione degli organi e permettere di utilizzarne un numero sempre maggiore in sicurezza anche in casi di patologie per le quali finora il trapianto di fegato non era indicato”.
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