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Attualità Martedì 03 Maggio 2022 ore 13:52

Trapiantato fegato donato da ultraottantenne

Una donna di 64 anni è stata salvata grazie ad una donatrice di 85 anni che nel documento di identità aveva dato il consenso alla donazione di organi



PISA — Un trapianto di fegato a cuore fermo ha dato una nuova speranza di vita ad una donna di 64 anni grazie ad una donatrice di 85 anni, l'operazione è stata condotta con successo da una equipe dell'Azienda ospedaliero universitaria di Pisa.

La paziente di 64 anni era in lista d’attesa per trapianto di fegato, e la donatrice di 85 anni in occasione del rinnovo del documento di identità aveva dato il consenso alla donazione dei suoi organi, in caso di morte. La sua volontà è stata rispettata, con il sostegno dei familiari.

Il trapianto è stato effettuato con la procedura denominata Maastricht 3 ovvero donazione di fegato da donatore a cuore fermo di tipo controllato, un programma iniziato in Aoup nel Dicembre 2020 e che finora conta 14 casi effettuati con successo

La metodica scatta, previo consenso dei familiari o se in presenza di un’autorizzazione già espressa in vita dal defunto, ogni qualvolta ci siano condizioni cliniche irreversibili, senza prospettive ragionevoli di recupero, che consentono - una volta sopraggiunto l’arresto cardiaco e trascorso il tempo necessario previsto per la certificazione di morte - la perfusione degli organi da prelevare e trapiantare con il macchinario per la circolazione extracorporea. In questo caso, trascorse le ore prestabilite dai protocolli nazionali, è stato possibile utilizzare il fegato, risultato idoneo e quindi trapiantato con successo nella paziente in lista di attesa. 

L’intervento ha coinvolto, oltre al Coordinamento aziendale donazione organi e tessuti, in collaborazione con Craot-Centro regionale allocazione organi e tessuti dell’Ott-Organizzazione toscana trapianti, il personale dell’unità operativa di Anestesia e rianimazione del pronto soccorso e dell’Anestesia e rianimazione trapianti, il team Ecmo dell’Anestesia e rianimazione cardiotoracovascolare, i tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria, la Chirurgia epatica e del trapianto di fegato, le varie strutture del Dipartimento di Medicina di laboratorio coinvolte nel sistema trapianti, la Radiodiagnostica di pronto soccorso oltre allo staff infermieristico e Oss dei blocchi operatori degli edifici 31, 10 e 6.

Ad un esame più accurato della donatrice non è stato possibile trapiantare anche i reni, altrimenti, come in altri casi, sarebbe stata coinvolta, nella maratona donativo-trapiantologica anche l’èquipe della Chirurgia generale e dei trapianti per rene e pancreas.


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