Questo sito contribuisce alla audience di 
Toscana Media News quotidiano online.
Percorso semplificato Aggiornato alle 19:00 METEO:FIRENZE21°32°  QuiNews.net
Toscana Media News - Giornale Online
mercoledì 19 giugno 2024
Tutti i titoli:
corriere tv
Gaza, il ponte della vergogna: flop della logistica americana
Gaza, il ponte della vergogna: flop della logistica americana

Cultura mercoledì 02 agosto 2023 ore 07:50

Melagrane e nocciole per i sacrifici al dio Sabazio

Gli archeologi al lavoro
Gli archeologi al lavoro
Foto di: Unipi.it

Archeologi toscani al lavoro nell'area di Pompei che non cessa di riservare sorprese. Esplorati i giardini del Complesso Riti Magici



POMPEI — Melagrane, datteri forse, di certo nocciole: sono i resti vegetali che a Pompei testimoniano la scena di un sacrificio che dovette svolgersi probabilmente nel corso delle celebrazioni in onore del dio Sabazio, scoperti in uno scavo effettuato nel Complesso Riti Magici e condotto da Università di Pisa e Scuola IMT Alti Studi Lucca.

Non è che una delle scoperte fatte dagli archeologi toscani nell'ambito della sesta campagna di indagini archeologiche del progetto Praedia (Pompeian Residential Architecture: an Environmental, Digital, and Interdisciplinary Archive), che si è da poco conclusa a Pompei. 

Per il terzo anno, spiega una nota dell'ateneo pisano, lo scavo si è concentrato nel Complesso dei Riti Magici, che occupa la parte centrale dell'Insula 1 della Regio II lungo via di Nocera. La campagna di ricerca quest'anno ha riguardato i giardini interni: "È stato così possibile riportare alla luce i resti di strutture molto più antiche di quelle rinvenute nelle precedenti campagne e di arricchire i dati sulla storia del complesso e dei riti che in esso si svolgevano, tra cui, appunto, anche quelli dedicati al dio Sabazio".

Il Complesso dei Riti Magici, riportato alla luce negli anni 50 del Novecento, deve il suo nome ad alcuni oggetti rinvenuti al suo interno, in particolare due mani in bronzo decorate con figure animali e vegetali, due crateri con la medesima simbologia e due riproduzioni di serpenti in ferro. Inizialmente si pensò che queste suppellettili appartenessero a una sibilla, che qui svolgeva i propri riti.

Studi recenti hanno invece ipotizzato che l’edificio, dal 62 d.C. fino al momento della sua distruzione causata dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., fosse destinato alle celebrazioni del culto di origine tracia del dio Sabazio.

I protagonisti

La campagna di scavo è coordinata da Anna Anguissola (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa) e Riccardo Olivito (Scuola IMT Alti Studi Lucca) sotto la direzione, per il Parco Archeologico di Pompei, di Silvia Martina Bertesago.

Del team di archeologi fanno parte anche Chiara Tarantino (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa) ed Emanuele Taccola (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, laboratorio LaDiRe). Con loro sono stati impegnati collaboratori, dottorandi e studenti degli enti partner del progetto, oltre che di università italiane e straniere: Alessandro Carletti, Nicole Crescenzi, Angela D’Alise, Rodolfo Gagliardi, Caterina Lobianco, Alberto Martin Esquivel, Antonio Monticolo, Daniele Renna, Angelica Tortorella.

Gli archeologi toscani del progetto Praedia

Gli archeologi toscani del progetto Praedia

Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno