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Attualità giovedì 09 ottobre 2014 ore 18:00

Ancora in bilico la presidenza dell'Ait

Il sindaco di Livorno Nogarin rivendica per sè il ruolo che fu di Cosimi, ma il regolamento non è chiaro. L'Autorità idrica: "Sindaci, fate chiarezza"



FIRENZE — La speranza è che l'impasse sul futuro presidente dell'Autorità idrica toscana si risolva al più presto.

Per questo l'auspicio dei vertici dell'Authority dell'acqua è che i sindaci dei 50 comuni che compongono l'assemblea si riuniscano al più presto per stabilire in che modo deve essere interpretato il regolamento che disciplina l'elezione del presidente.

La norma infatti non è chiara. Nell'articolo dello Statuto che parla dei componenti del Consiglio direttivo, tra i quali viene scelto il presidente dell'autorità, si legge che "In caso di anticipata cessazione o decadenza dalla carica di sindaco, subentra il nuovo sindaco in rappresentanza del medesimo comune".

Per questo il primo cittadino di Livorno, il pentastellato Filippo Nogarin, ha rivendicato per sè il ruolo che fu di Alessandro Cosimi, il cui mandato scadrebbe nel 2015. Secondo qualcun'altro, però, la nomina automatica di Nogarin sarebbe stata legittima solo se Cosimi si fosse dimesso, mentre invece, essendo scaduto naturalmente il suo mandato di sindaco, si dovrà tornare al voto.

Il nome che circola con maggior insistenza per la presidenza è quello di Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, ma il nodo verrà sciolto soltanto nel momento in cui l'assemblea dei sindaci farà chiarezza sul regolamento.

"Speriamo facciano presto - dicono dall'Autorità idrica - perchè dobbiamo ricominciare a lavorare a pieno regime". Per il momento la presidenza ad interim è stata assunta dall'assessore all'Ambiente del Comune di Firenze, Alessia Bettini.

Trattandosi comunque di nomina politica, è proprio la politica a dividersi sul tema. Il consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, ha chiesto un parere all'Ufficio Legale della Regione per capire se l'esclusione di Nogarin dalla successione sia legittima o meno. Si tratta infatti, secondo Romanelli, di "Una vicenda insidiosa, perché su un tema importante e sensibile come quello dell'acqua, oggetto di un esito referendario tra l'altro troppo poco rispettato dalla politica, sarebbe davvero molto importante non dare la sensazione che si cambiano le regole in corsa, ad hoc, a seconda delle simpatie politiche". Una posizione condivisa anche dai Movimenti referendari per l'acqua Pubblica.


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