Cronaca Mercoledì 15 Luglio 2026 ore 11:38
Mobilità sostenibile, maxi frode sui fondi Ue

Indagini su una presunta frode finanziaria da oltre 2,8 milioni di euro legata a fondi europei. Chiesto il rinvio a giudizio per 6 persone
PROVINCIA DI GROSSETO — Nei giorni scorsi, al termine di indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Orbetello, è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 6 persone, ritenute coinvolte in una presunta frode ai danni dell’Unione europea e indagate, a vario, titolo per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, tentata truffa e malversazione.
L’indagine, svolta sotto il coordinamento della Procura Europea - Ufficio di Bologna, ha riguardato il “programma di finanziamento comunitario Life” della Commissione Europea, finalizzato a sostenere la mobilità sostenibile e integrata, basata sull’utilizzo di veicoli elettrici (biciclette, scooter, autovetture e imbarcazioni), nei tre Comuni della Costa d’Argento (Isola del Giglio, Monte Argentario e Orbetello), compresa la navigazione nella laguna di Orbetello mediante battelli elettrici appositamente realizzati ma mai entrati in funzione poiché rimasti dei prototipi privi di omologazione.
In particolare, l’iniziativa progettuale era stata autorizzata attraverso una “sovvenzione diretta” tra l’Agenzia Esecutiva per le Piccole e Medie Imprese (ente erogatore) e il beneficiario incaricato del coordinamento, ossia un centro di ricerca di un noto Dipartimento di studi, rappresentante anche per gli altri beneficiari associati.
Gli accertamenti condotti, tra i quali l’esecuzione di più perquisizioni in diverse regioni italiane delegate dall’Autorità Giudiziaria e la successiva analisi della documentazione sequestrata, avrebbero consentito, si legge nella nota delle fiamme gialle, di "Riscontrare che i mezzi realizzati e/o acquistati con i fondi comunitari appositamente stanziati, versavano in stato di completo abbandono" e che circa il 70% dei fondi, sarebbe stato "Imputato a spese per il personale, tra le quali anche soggiorni in località turistiche".
Secondo l'ipotesi investigativa, in diversi casi, anziché sviluppare un reale progetto di mobilità sostenibile, i responsabili del progetto stesso avrebbero affidato commesse a società a loro riconducibili, le quali avrebbero poi fatturato, si legge ancora nella nota, “Attività di consulenza in modo tale da incrementare i costi del progetto e percepire illecitamente i finanziamenti".
L’attività investigativa ha portato al blocco dell’erogazione di 852.549 euro relativi all’ultima tranche del finanziamento, di importo complessivamente pari a 2.841.430 euro e avviare la procedura per il recupero dei contributi già erogati da parte dell’Unione Europea (pari a 1.989.281 euro).
Tra gli indagati figurano, nello specifico, due persone deputate alla gestione del progetto e tre amministratori e un dipendente di tre società beneficiarie.
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