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RIGASSIFICATORE venerdì 30 dicembre 2022 ore 13:39

No rigassificatore, restano dubbi su compensazioni

Il porto di Piombino e la vista sulle acciaierie

Camping Cig: "Snam sta lavorando a ritmi sostenuti. Serve un'unica vertenza Piombino, investire per bonifiche e infrastrutture"



PIOMBINO — "Senza sospensiva i lavori vanno avanti e le compensazioni, eventuali, saranno per la maggior parte concordate tra il Governo Meloni e il sindaco Ferrari. E comunque non elimineranno i danni che il rigassificatore farà al nostro territorio e al suo sviluppo".

Così gli arrivisti del coordinamento Art.1 - Camping Cig sono intervenuti rispetto al pronunciamento del Tar contro la sospensione dei lavori preliminari alla messa in funzione del rigassificatore nel porto di Piombino. 

"La speranza era fondata su dati di fatto incontrovertibili: rischio ambientale, rischio sulla sicurezza, distruzione di posti di lavoro e documentazione Snam carente. Resta ancora il giudizio di merito previsto dal Tar per il giorno 8 Marzo. Tuttavia, - hanno proseguito - considerando gli ultimi appelli del ministro per l’Ambiente a non lasciare l'Italia senza metano, appelli che già oggi hanno condizionato i giudici, pensiamo che a Marzo la spinta a dare il via libera al progetto sarà ancora più forte".

"Snam sta lavorando a ritmi sostenuti ed entro Marzo i lavori sulla banchina e il metanodotto saranno terminati, così di fronte alla spesa di 70 milioni di euro per realizzarli, alle prescrizioni che si tramuteranno in documenti e promesse, alle promesse compensazioni, alla irrealizzabile promessa fatta da Giani ed avvallata dal governo Meloni di tenere la nave rigassificatrice nel porto per tre anni sarà molto probabile che il Tar dia il via libera definitivo al progetto", ha continuato il Camping Cig che non intende rassegnarsi "come sostenuto dal Pd locale e da altre forze politiche che spingono per la trattativa per le compensazioni". 

Per il Camping Cig il governo Meloni potrebbe in ogni momento fare un decreto e impedire che la nave rigassificatore arrivi a Piombino. Detto questo resta per gli attivisti l'esigenza di fare un'unica vertenza Piombino che "costringa il Governo Meloni a investire sulla nostra zona per fare le bonifiche, le infrastrutture stradali e ferroviarie fino al porto, rinunciare a mettere la rigassificatrice nel porto di Piombino permettendo all'economia basata sul mare di svilupparsi e non relegando il nostro porto al servizio della Snam, aiuti le fabbriche come la Magona e la Dalmine ad uscire dalla crisi, entri a dirigere le acciaierie con investimenti per la realizzazione del forno elettrico perché possano producendo rotaie e materiale ferroviario rilanciarle e aiutare l'Italia a realizzare quanto previsto dal Pnrr per il potenziamento del trasporto su rotaie, potenzi il nostro ospedale, non permetta che il nostro territorio si trasformi nella città dei rifiuti e del rilancio delle fonti fossili responsabili del drammatico cambiamento climatico".


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