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Politica lunedì 06 marzo 2017 ore 12:00

Consip, il sindaco conferma la fiducia a Bargilli

Matteo Renzi con Roberto Bargilli

Resta in giunta l'assessore che telefonò a Russo per avvertirlo di non chiamare più Tiziano Renzi. E Lorenzini si ricandida ma senza il simbolo Pd



RIGNANO SULL'ARNO — Rimane nella giunta comunale con la piena difucia del sindaco Daniele Lorenzini l'assessore ai lavori pubblici Roberto Bargilli, detto Billi, amico di famiglia dei Renzi e noto per aver guidato il camper dell'ex premier durante la campagna per le primarie del Pd del 2012.

Niente scossoni quindi nell'esecutivo comunale dopo il coinvolgimento di Bargilli nell'inchiesta sugli appalti Consip in cui Tiziano Renzi, padre di Matteo, è indagato per traffico di influenze illecite insieme all'imprenditore  di Scandicci Carlo Russo. Stando a quanto emerso nelle indagini, il 7 dicembre scorso Bargilli telefonò a Russo su incarico di Renzi senior per dirgli di non contattare nè inviare più messaggi "a babbo".  Lo stesso sindaco Lorenzini è stato ascoltato venerdì scorso dai titolari dell'inchiesta come persona informata dei fatti per aver preso parte alla fine di ottobre a una cena a casa di Tiziano Renzi durante la quale il comandante della Legione Toscana dei Carabinieri Emanuele Saltamacchia avrebbe avvisato il padre dell'ex premier di non avere più contatti con Carlo Russo (Saltalamacchia è indagato insieme al ministro Lotti per rivelazione di segreti d'ufficio, ndr).

"Ho parlato stamani con Bargilli, gli ho chiesto spiegazioni su quanto scritto sui giornali - ha raccontato il sindaco Lorenzini nel corso di una conferenza stampa - e soprattutto gli ho chiesto se aveva fatto quella telefonata sapendo che quella persona era indagata. Lui mi ha spiegato che così non era, che lui si ricorda solo di un messaggio e che non conosce bene Russo. Per questo gli ho rinnovato la fiducia e lui resta al suo posto a fare l'assessore".

Per quanto riguarda invece l'interrogatorio del sindaco, il primo cittadino ha ribadito quanto già dichiarato nei giorni scorsi: "Ho detto quel che sapevo, offrendo la mia collaborazione, in assoluta trasparenza".

Durante la conferenza stampa Lorenzini ha confermato l'intenzione di candidarsi per un secondo mandato alla guida di Rignano ma  senza il simbolo del Pd. Eppure, non più tardi di due settimane fa, proprio l'assemblea del circolo Pd di Rignano gli aveva rinnovato apprezzamento e sostegno in vista di una nuova campagna elettorale. "E' mia intenzione restare nel Partito democratico ma in questo momento, per quanto sta avvenendo a Roma, ho molte difficoltà a riconoscermi in questo partito che ho contribuito a fondare - ha detto Lorenzini - Quindi mi ricandiderò, se la gente continuerà a chiedermelo come sta facendo, ma con una lista senza simboli di partito. Spero che nessuno voglia buttarmi fuori".


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