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Politica mercoledì 10 maggio 2017 ore 16:30

Pressioni su un candidato della lista Lorenzini

Daniele Lorenzini

Il sindaco che ha rotto con Il Pd ha segnalato ai carabinieri pressioni su un cittadino affinchè non si candidasse nella sua lista alle amministrative



RIGNANO SULL'ARNO — Clima sempre più teso nel paese natale di Matteo Renzi in vista delle elezioni amministrative dell'11 giugno. 

Il sindaco uscente Daniele Lorenzini, eletto nelle fila del Pd nel 2012 e, dopo la rottura con Tiziano Renzi e i Democratici, ricandidato per un secondo mandato con la lista civica Insieme per Rignano, si è presentato nella locale caserma dei carabinieri per segnalare pesanti pressioni subìte da un abitante della frazione rignanese di Torri per evitare che si candidasse al consiglio comunale nella lista del primo cittadino.

Nella segnalazione ai carabinieri Lorenzini ha spiegato che la persona in questione, dopo aver ricevuto via telefono pressioni, insulti e una sorta di avvertimento, si è così preoccupata e spaventata da decidere di rinunciare alla candidatura. Il cittadino si sarebbe sentito rivolgere al telefono parole come "traditore" e gli sarebbe stato ricordato che "il figlio sta lavorando per una cooperativa" e che una sua eventuale candidatura nella lista di Lorenzini sarebbe stata "inopportuna".

Lorenzini ha fatto verbalizzare ai carabinieri di aver segnalato la vicenda in veste di sindaco e non di candidato, rinunciando a sporgere querela ma riservadosi di farlo in un secondo momento.  

Sempre il primo cittadino ha riferito ai militari che il racconto della persona che ha ricevuto le pressioni è stato ascoltato anche da alcuni dei suoi collaboratori e che lui stesso ne ha parlato con la vicesindaca Eva Uccella, candidata sindaco del Pd proprio a Rignano.

Sempre a Rignano, oltre a Lorenzini e a Uccella, sono stati annunciati altri due candidati a sindaco: Mario Cinque, esponente della Lega sostenuto anche da Forza Italia e da Fratelli d'Italia, e Samuele Staderini, un altro ex Pd appoggiato dalla lista Sinistra per Rignano.

La rottura fra Daniele Lorenzini e il Partito democratico risale ai primi di marzo, quando il sindaco fu ascoltato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip in cui Tiziano Renzi, padre dell'ex premier e all'epoca segretario del circolo dem rignanese, è indagato per traffico di influenze illecite. Pochi giorni dopo, Lorenzini annunciò che avrebbe corso per un secondo mandato senza il simbolo del Pd.


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