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Politica giovedì 08 dicembre 2016 ore 13:30

"Caro Babbo Natale, ci ridai Berlinguer?"

Il governatore Rossi posta la foto di una letterina appesa all'albero di Natale della stazione Termini: "Renzi? Rappresenta una minoranza liberale"



ROMA — La letterina a Babbo Natale è breve ma densa di significato: "Caro Babbo Natale, ci puoi rimandare indietro Berlinguer? Grazie, Ele, Franci e Lisa". Ed è piaciuta molto al governatore della Toscana Enrico Rossi che, partito per Roma per partecipare alla direzione nazionale del Pd convocata dopo la sconfitta al referendum costituzionale, l'ha vista alla stazione e l'ha subito fotografata e postata su Facebook con il seguente commento: "Carino no? È un biglietto che ho visto ora sull'albero di Natale della stazione Termini. Da solo vale il viaggio a Roma per la direzione nazionale del Partito Democratico".

Enrico Rossi è al momento l'unico candidato alla segreteria nazionale del Pd in alternativa a Matteo Renzi ed è anche l'unico del fronte del Sì che ha chiesto, subito dopo la solenne bocciatura della riforma costituzionale Boschi, un cambio di leadership nel partito.

"La storia politica di Matteo Renzi non è finita - ha dichiarato Rossi durante la trasmissione Agorà di Raitre - Deve continuare rappresentando una minoranza liberale che c'è dentro il Partito democratico, confrontandosi con una maggioranza che, secondo me, deve essere invece di impronta sociale, quella a cui mi vorrei ispirare".

Per quanto riguarda invece la proposta dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia di costituire un'alleanza fra le forze politiche di sinistra e il Pd che escluda forze di centro-destra, Rossi l'apprezza ma non la ritiene sufficiente.

"Se il Pd e la sua leadership non cambiano - ha detto il governatore - l'operazione di Pisapia rischia di essere meramente ancillare e di servizio, di apparire come un soccorso a Renzi fuori tempo e fuori contesto. Pisapia ha ragione quando dice che dal centrosinistra devono stare fuori Alfano e Verdini ma non basta. Il punto è riportare a sinistra l'asse sociale e politico del Partito democratico ed eleggere con un congresso un nuovo segretario coerente con questo cambiamento".

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