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Attualità sabato 04 dicembre 2021 ore 13:58

Effetti della crisi Covid sugli alberi di Natale

Irrinunciabile per le famiglie italiane ma la maggioranza recupera l'albero sintetico dalla cantina. Ecco una stima dei prezzi al dettaglio



ROMA — Quasi 3 milioni di famiglie italiane non rinunciano all'albero di Natale, per una spesa media di 44 euro, è quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ presentata alla vigilia del ponte dell’Immacolata durante il quale tradizionalmente si acquista e si addobba l’albero di Natale.

L’albero di Natale sarebbe irrinunciabile per l’85% delle famiglie anche se la maggioranza del 63% sceglie ancora l’albero sintetico recuperato dalla cantina.

L’albero vero tende a rimpicciolirsi non solo per questioni economiche ma anche per la facilità di trasporto e del minor numero di metri quadrati disponibili per abitazione.

Sempre secondo la stima di Coldiretti gli abeti più piccoli che non superano il metro e mezzo saranno venduti a prezzi variabili tra i 10 e i 60 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso, mentre per le piante di taglia oltre i due metri il prezzo sale anche a 200 euro per varietà particolari. La vendita avviene anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

La Coldiretti ha sottolineato in una nota "In Italia gli alberi naturali sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono e contribuiscono a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l’erosione e gli incendi. Grazie agli alberi di Natale è quindi possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d’incendi".

"Le piante di plastica - ha aggiunto Coldiretti - arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente, contribuendo alla diffusione delle microplastiche nel suolo, nelle acque e nella catena alimentare. Peraltro l’emergenza Covid che colpisce il Paese in una delle tradizioni più sentite sottolinea ancora di più l’importanza di restare uniti anche nel sostenere il lavoro e l’economia dei territori con un settore florovivaistico che conta 27mila imprese, per circa 200mila posti di lavoro, compreso l’indotto, stanno uscendo dalle gravissime difficoltà generate dai lockdown".


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