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Cronaca martedì 28 marzo 2017 ore 16:30

In Senato 73 firme per azzerare i vertici Consip

La mozione è stata presentata dai parlamentari di Idea e sottoscritta da esponenti del M5S e di molte altre forze politiche



ROMA — Dovrà essere discussa con procedura d'urgenza la mozione depositata a Palazzo Madama per chiedere l'azzeramento dei vertici della Consip, la centrale acquisti dello Stato al centro di un'inchiesta per corruzione delle procure di Roma e Napoli.

Primi firmatari della mozione sono i senatori del gruppo Idea Andrea Sugello, Gaetano Quagliariello, Luigi Compagna e Carlo Giovanardi ma l'atto è stato sottoscritto da altri 69 parlamentari del M5S e di Forza Italia, Lega Nord, DI, Gal, Ala, Alternativa Popolare, gruppo per le Autonomie e gruppo Misto, raggiungendo un numero di firme ampiamente superiore al minimo previsto per ottenere che l'atto venga discusso entro 30 giorni (un quinto dei senatori, ndr).

"Dopo l'ostruzionismo di maggioranza che ha fin qui impedito di discutere questo atto parlamentare - hanno dichiarato gli esponenti di Idea - ora il regolamento e' dalla nostra parte e finalmente si potra' fare chiarezza in tempi rapidi sul nodo di fondo di una vicenda fin qui avvolta dalle piu' insanabili contraddizioni".

Nell'inchiesta su un appalto Consip da due miliardi e 700 milioni di euro è finito in carcere l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, accusato di aver corrotto un funzionario dell'ente per pilotare l'esito delle gare. Indagati il ministro dello sport Luca Lotti per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento e il padre dell'ex premier Matteo Renzi, Tiziano, per traffico di influenze illecite insieme all'amico Carlo Russo. Indagati sempre per rivelazione di segreto d'ufficio anche i generali dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia e Tullio Del Sette. Testimone chiave dell'inchiesta (e accusatore di Tiziano Renzi) l'amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, ex assessore alla salute della Regione Toscana nominato al nuovo incarico dal governo Renzi. Il funzionario della Consip che ha confessato di essere stato corrotto da Romeo non è in carcere per l'ampia collaborazione fornita durante le indagini.

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