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Attualità martedì 02 agosto 2022 ore 20:52

Vaiolo delle scimmie, possibili quarantene per i contatti dei contagiati

Un reparto ospedaliero
Un reparto ospedaliero

La segnalazione alle autorità sanitarie di chi è entrato in contatto con un contagiato è prevista da una nuova circolare del Ministero della salute



ROMA — Nuove misure sanitarie per contrastare la diffusione del vaiolo delle scimmie, la malattia che ha già colpito in Europa alcune migliaia di persone di cui circa 500 in Italia (una dozzina in Toscana) e che si manifesta con lesioni cutanee come vescicole, pustole, rossori, croste accompagnate da febbre, dolori muscolari, cefalea, rigonfiamento dei linfonodi e stanchezza.

Il Ministero della salute ha diffuso una nuova circolare in si dispone che, in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, le autorità sanitarie possano richiedere l'applicazione della quarantena alle persone entrate in stretto contatto con un malato di vaiolo delle scimmie. 

Ne consegue che i pazienti diagnosticati dovranno fornire alle autorità sanitarie l'elenco dei loro contatti. "I contatti stretti devono essere identificati il prima possibile e informati della loro esposizione e del rischio di sviluppare la malattia" si legge nella circolare. Per i contatti con esposizioni a basso rischio è invece possibile adottare altre strategie, come informare il proprio medico di famiglia o applicare l'autocontrollo.

"I contatti asintomatici che controllano adeguatamente e regolarmente il loro stato possono continuare le attività quotidiane di routine come andare al lavoro e frequentare la scuola, la quarantena non è necessaria - continua la circolare - Per i contatti stretti, mentre sono in regime di sorveglianza, è invece indicato non donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma".

L'autocontrollo prevede, nei 21 giorni successivi all'esposizione al contagio, di monitorare due volte al giorno la temperatura corporea per verificare se c'è febbre e altri sintomi come mal di testa, mal di schiena, linfoadenopatia, eruzioni cutanee. Sempre per 21 giorni bisogna astenersi dai rapporti sessuali, coprire naso e bocca quando di tossisce o starnutisce, usare fazzoletti mono-uso e lavarsi frequentemente le mani.  Ancora per 21 giorni bisogna inoltre evitare il contatto con persone immunocompromesse, bambini sotto i 12 anni, donne in gravidanza, animali domestici.

Le Asl possono valutare se escludere i bambini in età prescolare da asili nido, scuole materne e altri ambienti di gruppo

Se volete saperne di più sul vaiolo delle scimmie, qui sotto trovate le risposte dell'Istituto superiore di sanità alle domande più frequenti su questa malattia.

Che cos'è il monkeypox, chiamato in Italia vaiolo delle scimmie?

Si tratta di un’infezione zoonotica (trasmessa dagli animali all’uomo) causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo (Poxviridae) ma che si differenzia da questo per la minore trasmissibilità e gravità della malattia che provoca. Il nome deriva dalla prima identificazione del virus, scoperto nelle scimmie in un laboratorio danese nel 1958. È diffuso in particolare tra primati e piccoli roditori, prevalentemente in Africa. Nelle aree endemiche è trasmesso all’uomo attraverso un morso o il contatto diretto con il sangue, la carne, i fluidi corporei o le lesioni cutanee di un animale infetto. Il virus è stato identificato per la prima volta come patogeno umano nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo. Dalla sua scoperta, casi umani sono stati riportati in diversi paesi africani. . Attualmente la malattia è endemica in Benin, Camerun, Repubblica Centro Africana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Gana (solo casi in animali), Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo, Sierra Leone, e Sud Sudan.

Qual è la situazione attuale?

Sono attualmente in corso analisi epidemiologiche per identificare la/e catena/e di trasmissione. Dalle informazioni attualmente disponibili, i casi sono stati ad oggi identificati soprattutto, ma non esclusivamente, tra giovani che si auto-identificano come MSM (maschi che fanno sesso con maschi). Il rischio generale stimato dall’Ecdc è moderato per le persone che hanno più partner sessuali mentre è considerato basso per il resto della popolazione .

Si può trasmettere da persona a persona?

Il virus non si trasmette facilmente da persona a persona. La trasmissione umana avviene principalmente tramite il contatto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee o con oggetti contaminati (lenzuola, vestiti…), oppure il contatto prolungato faccia a faccia (attraverso droplets respiratori). Nell'epidemia in corso , i dati finora disponibili e la natura delle lesioni in alcuni casi suggeriscono che la trasmissione possa essere avvenuta durante rapporti intimi.

Quali sono i sintomi?

Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, rigonfiamento dei linfonodi stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. La malattia generalmente si risolve spontaneamente in 2-4 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono venir somministrati degli antivirali quando necessario. Fino a questo momento la maggior parte dei casi ha avuto sintomi lievi con un decorso benigno . Tuttavia, il vaiolo delle scimmie può causare una malattia più grave soprattutto in alcuni gruppi di popolazione particolarmente fragili quali bambini, donne in gravidanza e persone immunosoppresse.

Il vaccino contro il vaiolo mi protegge? Mi devo vaccinare?

È possibile che le persone che sono state vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) siano a minor rischio di infezione con il monkeypox per la similitudine del virus del vaiolo con il monkeypox. Nell’attuale contesto epidemiologico non è raccomandata la vaccinazione per la popolazione generale. La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall'esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici. (cfr. circolare Ministero salute del 25/05/2022).

Quali sono le raccomandazioni?

Le raccomandazioni prevedono di restare a casa a riposo qualora insorga la febbre e di rivolgersi al medico di fiducia in caso di comparsa di vescicole o altre manifestazioni cutanee. Come prevenzione, è importante evitare il contatto stretto con persone con sintomi (febbre, rigonfiamento dei linfonodi, lesioni cutanee in particolare vescicole o croste). Questo comportamento è utile a prevenire non solo il monkeypox ma anche altre infezioni. Secondo l'ultima circolare del ministero della Salute "I contatti devono essere monitorati almeno quotidianamente per l'insorgenza di segni/sintomi riferibili a MPX per un periodo di 21 giorni dall'ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. Segni/sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, mialgia, mal di schiena, eruzione cutanea e linfoadenopatia. I contatti devono monitorare la loro temperatura due volte al giorno. I contatti asintomatici non devono donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza. Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di caso MPX devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni.


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