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Politica lunedì 20 febbraio 2017 ore 17:00

"Scissione del Pd? Lavoriamo per evitarla"

Il ministro Orlando sulla crisi dei dem: "Se la mia candidatura al congresso del partito porterà a un ripensamento, io ci sono"



SCANDICCI — Il giorno dopo l'assemblea nazionale del Pd che ha varato il congresso anticipato e sancito una nuova spaccatura fra renziani e minoranza dem, il ministro della giustizia Andrea Orlando si è recato a Scandicci per un convegno presso la Scuola superiore di magistratura. E ai cronisti che lo incalzavano sull'ipotesi che lui possa candidarsi al congresso in alternativa a Renzi così ha risposto: "Se la mia canditdatura è in grado di far ripensare chi ha preso la strada della scissione, io sono in campo. Più importante di noi è il destino del Pd".  Ma nel Pd c'è anche chi pensa che la scesa in campo di Orlando sia in realtà manovrata dall'esterno dallo stesso Matteo Renzi. E che quindi non possa essere un'argomentazione in grado di arginare la rottura definitiva evocata da Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema e dai tre candidati alla segreteria del Pd conto Renzi, Enrico Rossi (il più risoluto), Michele Emiliano e Roberto Speranza (vedi articoli collegati).

Per quanto riguarda la scission comunquee, Orlando ha dichiarato che "ancora nulla è successo, bisogna lavorare per evitarla e finchè qualcuno non metterà la parola fine, noi continueremo a lavorare". "In questi giorni ho parlato con Emiliano, con Speranza e con Rossi - ha detto ancora - Non so bene con quali risultati ma continuerò a farlo fino all'ultimo minuto utile per evitare che questa vicenda, che ha un segno doloroso, si compia".

"La scissione non è un punto di forza per il governo - ha proseguito il ministro - Quindi quelli che se ne vanno o dicono di andarsene perchè vogliono rafforzare la prospettiva del governo alla fine mi sembra che producano esattamente l'effetto contrario. Mi auguro comunque che le nostre divisioni, le nostre difficoltà non si riflettano sugli equilibri istituzionali perchè questo sarebbe un effetto collaterale che dobbiamo provare a evitare".

Orlando però ha negato di lavorare anche per formare, all'interno del partito, una nuova corrente insieme a Gianni Cuperlo e all'ex ministro Damiano. "L'unica cosa che non sto facendo è organizzare nuove correnti di cu non si sente il bisogno - ha concluso Orlando - Al di là dei rapporti di forza e dei numeri, la scissione è una sconfitta per tutti".

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