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Monitor Consiglio venerdì 01 marzo 2024 ore 16:09 Spazio a cura dei gruppi politici del Consiglio regionale della Toscana

Scuola, rischio licenziamenti per i docenti

Marco Niccolai e Cristina Giachi
Marco Niccolai e Cristina Giachi

"Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, Niccolai e Giachi presentano una mozione in Consiglio Regionale"



Centinaia di docenti della scuola dell’infanzia e primaria rischiano la revoca del ruolo ed il conseguente eventuale licenziamento, con possibili danni alla continuità scolastica degli alunni. Questo perché il 24 gennaio scorso il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del ministero della Pubblica istruzione relativo agli esiti del concorso del 2021, dove molti candidati furono impossibilitati a partecipare a causa del Covid e furono quindi ammessi a prove suppletive, grazie alle quali entrarono in ruolo. La vicenda riguarda anche la Toscana

, dove è attivo un Comitato che si batte da anni contro il rischio dei licenziamenti e per garantire la continuità didattica.

Su questa vicenda i consiglieri regionali del Pd Marco Niccolai, presidente della commissione Aree interne e Cristina Giachi, presidente della commissione Istruzione e Cultura, hanno presentato una mozione che intende impegnare la giunta toscana ad “attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento affinché sia celermente individuata nell’immediato una soluzione per la vicenda e, in prospettiva, siano posti in essere interventi normativi strutturali capaci di porre rimedio a situazioni particolari di assenza giustificata dai concorsi pubblici”.

"Su questa vicenda - spiega Niccolai - avevo già presentato un’interrogazione qualche settimana fa. Ora, insieme alla collega Giachi, abbiamo ritenuto di proporre una mozione, con l’obiettivo di rendere più forte l’appoggio agli insegnanti attraverso un voto del Consiglio regionale". 

"Secondo il Consiglio di Stato - ricorda Niccolai - non sussiste in capo alla Pubblica Amministrazione alcun obbligo giuridico di prevedere prove scritte suppletive in ragione della impossibilità soggettiva di partecipare. E’ chiaro che siamo di fronte a un’inadeguatezza della normativa nazionale, che non tiene conto di periodi di emergenza pandemici o altri eventi che, in teoria, possono impedire ai candidati ai concorsi pubblici di partecipare. Recentemente, con un comunicato stampa, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha precisato che: “Considerata la complessità degli interessi coinvolti, primo fra tutti quello di garantire la continuità didattica per gli studenti, l’amministrazione non procederà a risolvere unilateralmente i rapporti di lavoro di tali docenti nel corso del corrente anno scolastico”. Ma credo che occorra andare oltre le semplici dichiarazioni".

"E’ del tutto evidente - aggiunge Giachi- che, al di là delle parole del ministero, occorra offrire un quadro di certezza legislativa, per il caso specifico e per il futuro. Pesa l’assenza di una normativa chiara che disponga in merito alla possibilità di prevedere prove suppletive per determinati casi e, pertanto, è da ritenersi necessario un celere intervento a livello nazionale in grado di porre rimedio strutturale ad una situazione che potrebbe creare danno agli alunni e alle famiglie, oltre che ai docenti stessi. Per questi motivi - conclude Giachi - auspico che una sollecitazione da parte della Regione Toscana, mediante un voto in Consiglio, possa determinare una soluzione normativa definitiva".


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