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Attualità venerdì 24 luglio 2020 ore 11:40

Lo scudo genetico che difende dal Covid

Secondo uno studio alcuni geni immunitari potrebbero aver protetto le persone delle regioni italiane meno colpite dal SarsCov2



SIENA — L'epidemia di Covid-19 nelle regioni del Nord Italia è stata uno tsunami, nel Sud e nelle isole invece è stata più clemente. Differenze sostanziali nella diffusione del virus in Italia e di come ha aggredito le persone, una mappa che disegna la geografia dei contagi. Ma cosa è che ha fatto la differenza? Uno scudo genetico potrebbe aver contribuito nella difesa contro il SarsCov2 garantendo difese immunitarie più forti agli individui di alcune regioni e province italiane, rispetto ad altre.

E' quanto suggerisce uno studio italiano pubblicato sull'International Journal of Molecular Sciences e coordinato da Antonio Giordano, dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine, Temple University, a Philadelphia e dell'Università di Siena. 

Uno studio che potrebbe identificare i soggetti predisposti alla comparsa di sintomi più gravi in caso di infezioni virali.

Gli esperti hanno scoperto che la distribuzione di certi geni cruciali per il funzionamento del sistema immunitario nel Dna di individui che abitano le diverse regioni italiane ricalca fedelmente la distribuzione dei casi sul territorio nazionale.

L'idea che esistesse una sorta di difesa innata anti-coronavirus fra gli abitanti delle aree italiane meno colpite era stata anticipata da Giordano e colleghi a fine maggio in un articolo su 'Frontiers Immunology'

Ora la conferma, con la scoperta di "due alleli dell’Hla (sistema antigenico dei leucociti umani), un insieme di geni altamente polimorfici che hanno un ruolo chiave nel modellare la risposta immunitaria antivirale".  Si chiamano Hla B44 e C01 e potrebbero aver favorito l'azione di Sars-Cov-2 in Lombardia e nelle altre zone travolte dalla pandemia.

Lo studio si basa sull'utilizzo dei dati genetici del registro italiano donatori di midollo (IBMDR), che include circa 500.000 donatori provenienti da tutta la penisola.

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