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Attualità venerdì 02 giugno 2023 ore 17:30

A Sant'Anna il 2 Giugno con Nando Dalla Chiesa

L'incontro a Stazzema per la Festa della Repubblica
L'incontro a Stazzema per la Festa della Repubblica

La Festa della Repubblica è stata celebrata nel luogo dell'eccidio del 1944 col figlio del generale vittima di mafia e presidente onorario di Libera



STAZZEMA — "Sant’Anna di Stazzema non è una località geografica ma è un luogo dell’anima. Io qui, un posto che incute un rispetto infinito, ho sentito la Costituzione. Nel silenzio che c’è, nei luoghi in cui la raccontano, nel fruscio delle foglie. Perché qui sai cosa è successo": sono state le parole del professore e presidente onorario dell’Associazione Libera Nando Dalla Chiesa, ospite oggi 2 Giugno nel Parco nazionale della Pace di Stazzema in occasione della Festa della Repubblica. 

Nei luoghi dell'eccidio in cui il 12 Agosto 1944 morirono 560 civili, il figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa - vittima di mafia il 3 Settembre 1982 a Palermo - ha presenziato alle celebrazioni toccando vari temi tra cui il ruolo della giustizia, anche internazionale.

Insieme a Dalla Chiesa, nella sala conferenze Balducci del Museo della Resistenza in cui si è svolto il dibattito sui principi fondamentali della Costituzione italiana a 75 anni dalla sua entrata in vigore, c’erano il professore ordinario di diritto costituzionale all'Università di Pisa e avvocato Andrea Pertici, il Sindaco di Stazzema, e Presidente del Parco nazionale della pace, Maurizio Verona, e il presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna Umberto Mancini.

"Certe riforme costituzionali - ha proseguito Dalla Chiesa - non hanno dietro i sentimenti di amor patria: la solidarietà, la gratitudine (per chi si è fatto impiccare), la dignità e l’amore. La politica non deve perdere di vista i grandi riferimenti valoriali, che vanno cercati (come diceva Calamandrei) in questi luoghi: a Portella della Ginestra, a Capaci, a Marzabotto o Sant’Anna di Stazzema, dove è nata la Costituzione e dove è stata difesa. Qui certo c’è stata una strage, ma non è stata un’offesa all’umanità, ma un’offesa ripetuta 560 volte all’umanità, ogni volta un essere umano, con la sua ricchezza e la sua dignità, è stata offeso e annientato". 

"Ma una civiltà si basa sul profondo sentimento di giustizia. Eppure, la giustizia tedesca - ha proseguito - di fronte ad una richiesta di colpire i responsabili e punirli si è tirata indietro (e lo dico da fraterno amico del popolo tedesco). Ed uno Stato che non riesce a punire i propri macellai è gravissimo. Colpisce che un diritto rimanga impunito, dove c’è anche un diritto internazionale. E non può esserci un’arrendevolezza comune, perché se qualcuno non fa applicare il diritto la storia va in mano al più prepotente".


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