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Attualità lunedì 27 settembre 2021 ore 18:20

Tassisti, colf, idraulici: ecco come funziona il green pass

Il governo ha diffuso le risposte ai dubbi più frequenti sulle categorie di persone tenute a mostrare o a controllare il green pass. Eccole



ROMA — In attesa che il 15 Ottobre diventi obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati il green pass, la certificazione verde che attesta la vaccinazione contro il Covid, la guarigione o un tamponel negativo effettuato di recente, il governo ha pubblicato le risposte ai dubbi più frequenti sull'utilizzo e il controllo del documento. Chi va in taxi ha l'obbligo di avere il green pass? E i badanti o i collaboratori domestici? E chi controlla idraulici, elettricisti, muratori quando si presentano alla porta? Le risposte le trovate qui sotto. Con qualche sorpresa.

- I tassisti hanno l’obbligo di controllare il green pass dei clienti? No, i clienti non hanno l’obbligo di green pass.

- I clienti che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico dovranno controllare il green pass? No, in quanto i clienti non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass.

- I privati potranno avere piattaforme web per controllare i green pass analoghe a quelle utilizzate della scuola e del pubblico impiego? Al momento non sono previste piattaforme analoghe; se ne potrà verificare in seguito la realizzabilità da un punto di vista tecnico ed eventualmente modificare il DPCM che disciplina le modalità di verifica.

- Chi controlla i liberi professinisti? Il libero professionista, quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa, viene controllato dalle persone specificatamente incaricate dall'ente o dal titolare dell'azienda privata a questo scopo. 

- Chi controlla il titolare di un'azienda che opera all'interno dell'azienda stessa? ll titolare dell’azienda viene controllato dalla persona individuataper i controlli all’interno dell’azienda.

- Il datore di lavoro della colf o della badante è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass? Sì, il datore di lavoro è tenuto a  controllare.

- Chi lavora sempre in smart working deve avere il green pass? No, perché il green pass serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass.

- Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamento? No, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti.

- Le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in delle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass? No, a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021.

- Chi accede ai centri termali esclusivamente per usufruire di prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche, deve essere munito di certificazione verde COVID-19? No, in quanto l’obbligo di esibizione di una delle certificazioni verdi COVID-19 previsto per i centri termali non trova applicazione in caso di accesso a queste strutture solo per ricevere prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche, per le quali risulti la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista.

- Per l’accesso alle sagre e fiere locali che si svolgono all’aperto senza precisi varchi d’ingresso (ad esempio per le vie e le piazze di un Comune) serve avere una certificazione verde COVID-19 e, in caso di risposta affermativa, quali sono le conseguenze in termini di responsabilità in caso di inosservanza dell’obbligo? L’accesso a sagre e fiere anche locali è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde COVID-19 in base all’articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021.  Nel caso in cui tali eventi si svolgano all’aperto in spazi privi di specifici e univoci varchi di accesso, come, ad esempio, nelle piazze e vie pubbliche, gli organizzatori (pubblici o privati) si limitano a informare il pubblico, con apposita segnaletica, dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde COVID-19 per accedere alla fiera o sagra in questione. In caso di controlli a campione, sarà sanzionabile soltanto il soggetto privo di certificazione e non anche gli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi.

- L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 si applica anche alla partecipazione a ogni tipo di eventi che si svolgono all’aperto in spazi non delimitati e senza precisi varchi d’ingresso (ad esempio in parchi, strade o piazze)? L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 per accedere agli spettacoli aperti al pubblico si riferisce a luoghi che consentono, per la loro conformazione, di limitare l’ingresso da parte degli spettatori (sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e altri locali o spazi anche all’aperto).

L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 non si applica, invece, nel caso in cui gli eventi si svolgano in luoghi all’aperto privi di specifici e univoci varchi di accesso, come ad esempio in piazze, vie o parchi pubblici, a cui possono accedere anche soggetti per fini diversi da quello di assistere all’evento che non è quindi destinato ad un pubblico predefinito e contenuto in spazi dedicati in modo esclusivo all’evento stesso.

Come già precisato, per sagre e fiere locali vige l’obbligo della certificazione verde COVID-19.

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