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Cronaca martedì 11 giugno 2024 ore 14:02

Giro di vite sulla filiera della pesca, maxi sequestro

Controlli intensificati in Toscana: sequestrate 3,5 tonnellate di prodotti ittici e 5 attrezzature da pesca. Chiusi due ristoranti e una pescheria



TOSCANA — Quasi 200 ispezioni, 3 tonnellate e mezzo di prodotti ittici e 5 attrezzi da pesca sottoposti a sequestro, 24 operatori multati per un totale di 54.000 euro di sanzioni e un operatore denunciato, oltre alla chiusura temporanea di due ristoranti e una pescheria. Questi i numeri dei controlli, effettuati, nelle ultime due settimane di Maggio dalla guardia costiera della Toscana sulla filiera della pesca, controlli che si sono intensificati con il via alla stagione estiva, soprattutto con finalità di prevenzione.

Le verifiche, spiega la guardia costiera, "sono state eseguite sia in mare che nei punti di commercio dell’intera Toscana a tutela della risorsa ittica e del consumatore finale".

In mare le motovedette della Guardia Costiera di Piombino e Porto Ercole hanno intercettato, nelle acque prospicienti le coste dell’Argentario, due pescherecci della marineria di Porto Santo Stefano che effettuavano attività di pesca a strascico con attrezzi non conformi alla normativa nazionale vigente. Le dimensioni delle maglie delle reti sono risultate, infatti, decisamente inferiori alla misura prevista, producendo, per effetto, una riduzione della selettività degli attrezzi da pesca con il rischio di catturare esemplari al di sotto della taglia minima consentita. Ad ognuno dei Comandanti dei pescherecci sono state comminate sanzioni amministrative pari a 2000 euro, mentre gli attrezzi da pesca non conformi sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.

I mezzi navali di Livorno e Castiglione della Pescaia hanno, invece, sequestrato due reti da posta professionali prive della marcatura di identificazione che serve ad individuare l’appartenenza al relativo peschereccio e alcune centinaia di metri di palamiti utilizzati per la pesca sportiva risultati avere un numero di ami superiore a quello previsto dalla recente normativa nazionale che ne ha ridotto a massimo 50 l’uso e la detenzione a bordo delle unità da diporto.

Nell’entroterra toscano, invece, i militari della Capitaneria di porto di Livorno durante un’attività ispettiva, eseguita congiuntamente ai funzionari del Dipartimento – Unità Sicurezza alimentare – della prevenzione dell’Asl e la Polizia Municipale di Prato, hanno riscontrato diverse tipologie di illecito tra cui la mancata esibizione della documentazione di tracciabilità e la violazione dei requisiti generali igienico-sanitari che hanno condotto alla chiusura temporanea di una pescheria dove sarebbero state riscontrate, spiega una nota, "gravi carenze igienico sanitarie". Proprio nelle celle della pescheria sarebbero state rinvenute 3 tonnellate di prodotti ittici inseriti nel circuito commerciale nazionale senza la prevista documentazione attestante la provenienza del pescato in conformità alle leggi internazionali. Al titolare della pescheria sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 3.500 euro.

Analoghe circostanze si sono verificate in un ristorante e un agriturismo della Maremma. In tutti e due i casi, dopo aver accertato la detenzione di prodotti ittici di dubbia provenienza utilizzati per il servizio di ristorazione, il personale della Guardia Costiera ha richiesto l’intervento dei tecnici della prevenzione della Usl Grossetana. I successivi controlli congiunti, si legge nella nota della guardia costiera, avrebbero accertato "L’esecuzione di attività di preparazione e somministrazione di alimenti in locali non autorizzati e con numerose carenze strutturali e igienico sanitarie". In entrambi i casi è stato emesso un provvedimento di sospensione delle attività.

A Livorno, invece, un ristoratore è stato segnalato per frode commerciale in quanto avrebbe pubblicato sul menù pietanze composte da pesce fresco locale che in realtà è risultato essere congelato e proveniente da zone di mare extra Mediterraneo.


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