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Attualità Lunedì 03 Agosto 2026 ore 15:30

Due mesi di caldo record, sfiorato il primato del 2003

Il bimestre appena trascorso è stato il secondo più caldo dall’inizio delle rilevazioni: Attesi ancora picchi fino a 40 gradi



TOSCANA — I mesi di Giugno e Luglio 2026, con una temperatura media di 25,6 gradi, sono risultati i più caldi degli ultimi 23 anni in Toscana. 

Il bimestre appena trascorso è stato il secondo più caldo in Toscana dall’inizio delle rilevazioni delle serie storiche nel 1955, dietro soltanto al 2003 quando la media fu ancora più alta: 26,2 gradi.

I dati sono stati illustrati dal consorzio Lamma, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile con il commissario straordinario Francesco Meneguzzo, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all'assessore regionale all'ambiente David Barontini, al consigliere regionale Luca Rossi Romanelli e al direttore dell’Istituto per le Bioeconomia del Cnr Beniamino Gioli.

Soltanto a Firenze, tra Giugno e Luglio 2026 le massime hanno superato i 36 gradi un giorno su due (27 giorni), con altrettanti notti tropicali in cui le minime non sono scese sotto i 20 gradi. Soltanto il 2003 ne registrò di più, 30.

Secondo le stesse previsioni del Lamma l'anticiclone subtropicale continuerà a tenere la Toscana nella morsa del caldo almeno fino a sabato 8 Agosto, con massime tra 38 e 40 gradi nelle zone interne e minime diffusamente superiori a 20 gradi. La fase calda, stimata complessivamente in 11-12 giorni, dovrebbe attenuarsi intorno al 9-10 agosto.  Ma per prevedere quanto questa pausa durerà, quanto sarà marcata e se sarà seguita da nuove fasi calde sarà necessario attendere i prossimi aggiornamenti.

“Il dato che colpisce- sottolinea Meneguzzo- non è soltanto il picco, ma la durata: quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città. Il compito del Lamma è trasformare dati, previsioni e scenari in strumenti utilizzabili dalla Regione e dagli enti locali, perché possano prepararsi e intervenire per tempo”.

Per questo l'obiettivo per il prossimo autunno è quello di potenziare la catena previsionale con un primo prototipo sperimentale che stimi, per macroaree della Toscana e finestre di 6 ore, la probabilità di fulminazioni nelle successive 48.

Il presidente  Eugenio Giani ha illustrato quali saranno i prossimi passi della Regione, a partire da una legge sulla rigenerazione verde, che la Giunta intende presentare a inizio Settembre e che "Punta a investimenti per far uscire le città dalla cappa di calore con nuove piantumazioni di alberi e verde, nuovi ambienti che da un punto di vista ambientale possano rendere più basse le temperature che invece oggi sono esasperate dal cemento, dall'asfalto e da un eccesso di concentrazione urbana". 

Tra gli altri obiettivi anche la realizzazione di nuovi laghi, invasi e specchi d’acqua per fronteggiare periodi di siccità. "La Toscana  - sottolinea Giani- può contare oggi sui i 67 milioni di metri cubi di acqua contenuti nell’invaso di Bilancino e i 135 milioni di metri cubi di acqua ritenuti da Montedoglio. Stiamo pensando a una serie di interventi che possano in modo capillare e diffuso fornire acqua. Qui si manifesta l’importanza di avere inaugurato nel giugno del 2025 il laghetto a un chilometro e mezzo da Asciano, vicino a dove si è verificato l'incendio tra i comuni di Vico Pisano e la provincia di Lucca, che ha consentito agli elicotteri di poter rifornirsi d’acqua senza doverla andare a prelevare dal mare a dieci chilometri di distanza”.

“La Toscana – conclude Giani - deve dispiegare un insieme organico di interventi e sotto questo aspetto è evidente che il collegare le infrastrutture e gli interventi umani alle capacità previsionali e alle indicazioni di buone pratiche che può fornire il Consorzio Lamma è fondamentale. Sono sempre più probabili fenomeni estremi, quindi il sistema degli Alert deve funzionare molto bene e quello elaborato sui dati dal Consorzio è un esempio in tutta Italia e punta ad essere sempre più preciso. Serve, anche in questo caso, la collaborazione dei cittadini: un’allerta arancione diffusa dalla Regione che poi si traduce in fenomeni meteorologici più lievi del previsto non dovrebbe causare proteste, ma conservare il suo valore a livello di prevenzione e attenzione”.

"I dati del Lamma confermano con sempre maggiore evidenza che i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente le condizioni con cui dobbiamo confrontarci - aggiunge Barontini- Per questo la Regione Toscana sta rafforzando le proprie politiche di adattamento, traducendo la conoscenza scientifica in interventi concreti: dal nuovo Masterplan della costa, che sarà presentato a breve, agli investimenti per la qualità dell'aria e la mobilità sostenibile, come il recente finanziamento di un milione di euro per il rinnovo del parco mezzi a disposizione dei comuni dell'area fiorentina. Programmare sulla base di dati scientifici affidabili significa costruire oggi territori, infrastrutture e comunità più resilienti, preparati ad affrontare le sfide dei prossimi decenni".


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