Attualità Mercoledì 22 Aprile 2026 ore 17:19
I giovani toscani tra legalità e senso civico

Apertura al volontariato e conoscenza diffusa ma non approfondita delle mafie. Il ritratto dei giovani nell'indagine di Regione e Irpet
TOSCANA — Solo il 13% dei giovani partecipa ad attività di volontariato, ma oltre 4 su 10 (43,5%) si dichiarano interessati a farlo. La quasi totalità (97%) afferma di conoscere le mafie e l’84,5% è consapevole della loro presenza in Toscana, anche se solo il 32% ne possiede una conoscenza approfondita e il 72% ignora aspetti specifici come i beni confiscati nel territorio regionale.
Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine sulla percezione della legalità e sugli atteggiamenti di cittadinanza attiva tra i giovani, svolta da Regione e Irpet nelle scuole toscane in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.
I risultati sono stati presentati oggi a Palazzo Strozzi Sacrati nel corso di un evento di approfondimento con il presidente della Regione Eugenio Giani e la vicepresidente Mia Diop, che ha coinvolto docenti, rappresentanti dell’associazionismo e del Parlamento regionale degli studenti. In platea circa 200 studenti.
All'indagine hanno aderito circa 500 giovani, che hanno risposto ad un questionario. “Dagli esiti – ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani - emergono dati interessanti sulla sensibilità dei giovani verso l'associazionismo, il volontariato, la gratuità dell'impegno per la comunità e il rispetto della legalità da parte dei giovani. E’ una generazione che magari non fa politica direttamente, ma che vuole impegnarsi socialmente a beneficio della comunità”.
“Sono emersi spunti interessanti- ha evidenziato la vicepresidente Diop- come quello che dice che i ragazzi conoscono il fenomeno mafioso ma non sanno bene cosa sono i beni confiscati. Un dato, quest’ultimo che non deve portarci a trarre conclusioni affrettate sul grado di interesse o meno sui ragazzi, ma che richiama il dovere delle istituzioni a fornire stimoli, esempi e strumenti utili”.
Oltre il 95% degli studenti che hanno risposto al questionario dichiarano di apprezzare le attività dedicate alla promozione della cultura della legalità organizzate a scuola. Il 44% di loro ha partecipato ad almeno una di esse, alcuni più di una volta. Le iniziative più diffuse sono i progetti con la classe (48,3%), seminari (20,3%), campi di volontariato (15%).
Il senso civico è stato “misurato” sulla base di alcuni indicatori comportamentali come la difesa di un compagno preso in giro oppure il pagamento del biglietto tpl. Ne è risultato un 40% di buon atteggiamento "civico" e un profilo basso nel 29%. Nel dettaglio: l'85,4% dei ragazzi interverrebbe subito a difendere un compagno vittima di offese e il 41,5% di loro occasionalmente non paga il ticket del trasporto pubblico. A innalzare la solidità del civismo è l’esperienza del volontariato: chi lo fa dimostra maggior livello di senso civico rispetto a chi non è interessato (51,7% vs 19,4%).
Un ruolo fondamentale su civismo e percezione della legalità è svolto dall’indirizzo scolastico. Esiste un gap di 14 punti tra licei (52,1) e istituti professionali (38,1). Una differenza, segnala Irpet, derivante non tanto dalla virtuosità dei licei ma dalle debolezze degli istituti istituti tecnici e professionali.
Sul fronte dell’informazione, il 57% degli studenti dichiara di informarsi spesso o sempre su temi politico-sociali, prevalentemente sui social media (83,4%) o attraverso discussioni con amici e familiari (66,3%), ma si fidano maggiormente di questi ultimi rispetto alla rete.
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