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Attualità venerdì 15 maggio 2020 ore 18:45

Covid, in Toscana indice di contagiosità R0 inferiore a 1 da un mese

Lo ha reso noto l'Ars Toscana. Rispetto all'ultima settimana di Marzo i nuovi casi di contagio sono diminuiti del 91%, i ricoveri in ospedale del 74%



FIRENZE — La Toscana è con il fiato in sospeso in vista del fatidico lunedì 18 Maggio, data in cui potrebbero essere ulteriormente allentate le restrizioni anti-Covid per gli spostamenti e potrebbero finalmente riaprire al pubblico anche negozi, centri estetici e parrucchieri, a condizione di ottemperare a una serie di prescrizioni di sicurezza, mentre bar, ristoranti, piscine e palestre dovranno probabilmente  aspettare almeno un'altra settimana. 

Il governo decreterà entro oggi le linee guida per una riapertura differenziata nelle varie regioni e il governatore della Toscana Enrico Rossi dovrà prenderle come riferimento ma con possibilità di derogare se gli indicatori sull'andamento dell'epidemia all'interno dei confine regionale lo consentono, a partire dall'indice di contagiosità R0, ovvero le persone contagiate da ogni infettato (deve rimanere sempre sotto a 1). A questo proposito, sul sito dell'Agenzia regionale sanità è stata pubblicata un'analisi dell'evoluzione del contagio in Toscana aggiornata a ieri, 14 Maggio, che propone dati incoraggianti.

Nella ricerca si legge la Toscana arriva da una settimana durante la quale il numero medio di nuovi casi positivi al Covid-19 è stato, stabilmente, pari a 25

Facendo un confronto con la media dell’ultima settimana di Marzo, a partire dalla quale si stima che le misure di distanziamento sociale abbiano avuto effetto, in Toscana c'à stata una diminuzione di nuovi casi del 91%, molto superiore alla riduzione media del 79% registrata in Italia, a quella del 71% del Piemonte e a quella del 66% della Lombardia. In media uno su quattro dei nuovi casi toscani sono stati individuati attraverso la campagna di screening sierologico promossa dalla Regione dalla fine di Aprile.

Nell'analisi, l'Ars conferma che l’indice di contagiosità R0 in Toscana è stabilmente inferiore a 1 da circa un mese.

Un risultato sicuramente positivo che però, secondo i ricercatori dell'Ars, non deve far supporre una minore aggressività del coronavirus SarsCov2.

"Da più parti si legge come la diminuzione dei casi possa essere legata ad una supposta minore carica virale del virus: non c’è alcuna evidenza scientifica che suffraghi questa affermazione" si legge nel rapporto dell'Ars.

Alcune evidenze però ci sono: le persone colpite dal virus, il loro stato clinico, il luogo in cui avviene il contagio stanno cambiando al punto da poter affermare che, se il virus non è meno “forte”, sicuramente sta circolando meno nella popolazione.

Ma quali sono le caratteristiche delle persone contagiate dal Covid in questa fase dell'epidemia? Dopo un periodo iniziale di prevalenza maschile seguito da un altro periodo di prevalenza femminile, ora gli uomini colpiti dal virus sono di nuovo più numerosi. Si è abbassata anche l'età media, da 60 a 50 anni. Una diminuzione che potrebbe derivare dal cambiamento dei luoghi di contagio: terminato il confinamento, si riaffacciano i luoghi familiari e quelli legati al lavoro ed al tempo libero, oltre alla categoria degli operatori sanitari.

Queste evoluzioni dell'epidemia hanno prodotto anche un cambiamento dello stato clinico delle persone quando vengono sottoposte al tampone: ora quelle senza sintomi o con sintomi molto lievi sono l'80 per cento, come si può vedere nella tabella dell'Ars qui sotto dove i tratti verde scuro rappresentano gli asintomatici, quelli verde chiaro i paucisintomatici (ovvero con sintomi lievissimi), quelli gialli le persone con sintomi lievi, quelli arancioni le persone con sintomi severi, quelli rossi i malati in condizioni critiche e quelli marroni i deceduti.

fig 3


Dal punto di vista della distribuzione temporale dell’epidemia, si sono evidenziati casi di contagio situati ai confini regionali, mentre dopo la diffusione si è spostata soprattutto nelle aree a maggiore densità abitativa. Anche i nuovi casi dell’ultima settimana sembrano seguire questa regola, come si può vedere nella tabella dell'Ars qui sotto.

fig 4

Le guarigioni soprattutto quelle virali, crescono a grande velocità e rappresentano ormai oltre la metà dei casi totali. Non solo, l’aumento dalla fine di marzo è stato 10 volte superiore alla media italiana.

Anche il dato dei ricoveri continua ad essere fortemente positivo. 

Rispetto all’ultima settimana di marzo, il numero di ricoverati totali è diminuito del 74%, venti punti percentuali in più rispetto 55% della media italiana.

Focalizzando l’attenzione sui posti letto di terapia intensiva, la percentuale dei letti occupati rispetto alla capienza massima è attualmente del 15,4%. Quindi una parte dei letti e dei reparti destinati alla cura Covid-19 sono stati stati riconvertiti all’attività clinica originaria.

Il dato sui deceduti è quello che rimane ancora piuttosto stabile, diminuisce meno velocemente rispetto alla media italiana.

"Stiamo ancora osservando le conseguenze di una parte dei casi emersi durante la terza settimana di aprile, che avevano presentato condizioni cliniche gravi - spiegano i ricercatori dell'Ars - Questi soggetti spesso hanno degenze molto lunghe, a testimonianza del fatto che, pur non avendo individuato cure e trattamenti farmacologici specifici per il virus, l’effetto combinato di farmaci utilizzati per la cura di altre malattie sta spesso aumentando la degenza anche di coloro che partono con un particolare svantaggio di salute. In termini di letalità (deceduti/ casi totali), la Toscana si posiziona come la regione con la più bassa letalità rispetto a tutte le altre regioni a grande e media diffusione del virus, come si vede nella tabella dell'Ars qui sotto.

fig 5
Dal punto di vista territoriale sono Massa, Firenze e Lucca le province con la letalità più alta.

In conclusione, i dati in Toscana sono in continuo miglioramento.

"L’invito per tutti è comunque quello di cercare di ridurre al minimo i rischi di contagio, in primo luogo usando mascherina quando ci si trova in luoghi pubblici al chiuso, mantenendo una debita distanza dalle altre persone - affermano i ricercatori dell'Ars - Stiamo ottenendo ottimi risultati grazie al corretto comportamento di tutti, insieme, e questo sforzo non deve essere vanificato. Considerati il periodo di incubazione della malattia ed il tempo tra l’insorgenza dei primi sintomi e la diagnosi tramite test col tampone, siamo molto vicini a poter verificare gli eventuali effetti della maggiore circolazione delle persone: nella speranza che, anche grazie ai comportamenti corretti, gli effetti possano essere contenuti". 

La ricerca dell'Ars è stata realizzata da Fabio Voller, Simone Bartolacci e Francesco Profili.




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