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Attualità Giovedì 22 Gennaio 2026 ore 17:30

Agricoltura bio, il progetto che sfida il rame

Life Microfighter testa strategie innovative basate su un zeo-biopesticida naturale per dimezzare l’uso del rame nella difesa delle colture biologiche



TOSCANA — Dimezzare l’uso dei pesticidi a base di rame senza compromettere l’efficacia nella difesa delle colture biologiche. E' possibile secondo i risultati del progetto europeo Life Microfighter.

Il progetto,  coordinato dal Consorzio Co&So, ha coinvolto 9 partner tra Italia, Spagna e Croazia, nell'obiettivo di favorire la diffusione di pratiche più sostenibili, analizzando i benefici di strategie alternative all’uso intensivo del rame in agricoltura. Per questo sono state condotte sperimentazioni triennali su colture di vite, pomodoro e olivo.

“Il progetto – spiega Costantino Raspi, coordinatore del progetto per Co&So - ha validato una strategia innovativa basata su un Zeo-biopesticida naturale, capace di ridurre fino al 50% l’uso del rame, garantendo lo stesso livello di protezione delle colture e senza impatti negativi su qualità e resa. I risultati hanno mostrato che, combinando il nuovo prodotto con una riduzione del rame, è possibile controllare efficacemente patologie come peronospora, picchiettatura, maculatura batterica, rogna dell’olivo e occhio di pavone, mantenendo rese e qualità delle colture biologiche”.

“Oltre ai benefici diretti sulla difesa delle piante – aggiunge Patrizia Giorio, direttrice dell’area progettazione europea del Consorzio - la riduzione del rame ha effetti positivi sul suolo, con minore accumulo metallico e un incremento della biodiversità microbica, fondamentale per la fertilità e la resilienza degli ecosistemi agricoli”.

Il progetto, finanziato dal programma Life dell’Unione europea, ha coinvolto 9 partner tra Italia, Spagna e Croazia, tra cui università, centri di ricerca e cooperative agricole: tra questi per l'Italia il Consorzio Co&So, che è capofila, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, le Università di Ferrara e di Modena e Reggio Emilia, Astra Innovazione e Sviluppo, il Consorzio Agrario di Ravenna e la Symbiagro. Per la Spagna le Cooperatives Agro-alimentàries de la Comunitat Valenciana e per la Croazia l'Università di Zara.


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