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Attualità Mercoledì 10 Dicembre 2025 ore 18:25

Codice rosa, oltre 32mila accessi in 13 anni

La rete regionale fa il punto sul progetto di presa in carico delle vittime di violenza e crimini d'odio. Solo nel 2024 gli accessi sono stati 2701



TOSCANA — Da suo avvio in Toscana sono stati oltre 32mila gli accessi in codice rosa nei pronto soccorso della regione. E' quanto emerso dalla riunione annuale della Rete regionale composta da medici, operatori sanitari, psicologi ed assistenti sociali per fare il punto sul progetto di presa in carico delle persone vittime di violenza e, dal 2025, di crimini di odio. 

Un progetto per il quale la Toscana ha fatto da apripista già nel 2010 e sperimentato prima all’Asl di Grosseto e poi esteso dal 2015 a tutto il territorio regionale: dal 1 Gennaio 2012,  quando non ancora tutte le Asl erano parte del progetto, al 31 Dicembre 2024, gli accessi sono stati 32.820.

Dopo un calo nel 2020, in concomitanza con l'esplosione della epidemia da Covid-19, i numeri sono tornati a crescere: solo nel 2024 gli accessi sono stati 2701, di cui 465 minori e 2.236 adulti (ma maggioranza donne). Rispetto al 2023 si è assistito anche ad un aumento degli accessi da parte di  le vittime di origine straniera.

La riunione della Rete codice rosa si è svolta a Firenze, al Centro studi Il Fuligno ed ha riunito medici, operatori sanitari, psicologi ed assistenti sociali.

L'incontro segue di alcuni mesi il rinnovo del protocollo tra Regione e Procure per l’attuazione delle linee di indirizzo giuridico-forensi, aggiornato lo scorso Luglio. Il nuovo protocollo, accresce la tutela delle vittime, garantendo la conservazione delle prove utili per i processi e per accertare le responsabilità. La prima intesa era stata firmata nel 2018 e aggiornata successivamente nel 2022. Reati come quelli per lesioni volontarie personali, contro la libertà sessuale o per maltrattamenti in famiglia sono perseguibili in più situazioni d’ufficio. I sanitari hanno in questo caso obbligo di referto e di denuncia e il protocollo illustra tempi e modalità.

L’obiettivo è favorire il riconoscimento precoce dei casi di violenza all’arrivo in pronto soccorso e fornire una risposta efficace e coordinata da subito.

"La Rete regionale – commenta l’assessora a diritto alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni – rappresenta un’esperienza unica in Italia per organizzazione, competenze e visione. È una rete costruita su ruoli e funzioni chiaramente definiti, su operatori specificamente formati e su un’attenzione profonda alla persona vittima di maltrattamenti, accompagnata con rispetto, protezione e cura. Allo stesso tempo garantisce rigore ed efficacia nei tempi e nelle modalità di gestione della raccolta delle prove all’interno di percorsi sanitari dedicati". "La governance multilivello del Codice Rosa - aggiunge - mette in relazione servizi, enti e professioni diverse, creando un sistema di connessioni fondamentale. È un progetto di cui andiamo orgogliosi, perché unisce tutela, competenza e capacità di risposta concreta".


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