Economia Lunedì 26 Ottobre 2026 ore 11:45
Carrello più vuoto ma scontrino più salato

Solo nell'ultimo anno, per il cibo le famiglie toscane hanno speso in media 538 euro al mese. Il caso del pane: prezzo raddoppiato in 5 anni
TOSCANA — Carrelli sempre più vuoti, scontrini sempre più salati. Proprio così: solo nell’ultimo anno per pane, pasta, verdura, carne, pesce le famiglie hanno speso mediamente 538 euro al mese. Circa 232,44 euro in più in un anno solare (+3,7%).
Parola di Coldiretti Toscana, che ha elaborato i dati Istat relativi alla spesa media mensile nel 2025 in cui la Toscana si colloca al 15° posto tra le regioni in Italia (lo scorso anno era al 16°) a fronte di una spesa media nazionale di 552 euro.
Certo c'è chi sta peggio. In Campania (1° posto) la spesa media è di 646 euro al mese a famiglia. Beh ma c'è anche chi tira più il fiato, come in Puglia (443 euro a mese). Ecco la classifica con i dati regionali per la spesa alimentare nelle regioni.
- Campania: 646,15 euro/mese a famiglia
- Marche: 618,64 euro/mese a famiglia
- Bolzano: 612,91 euro/mese a famiglia
- Calabria: 589,30 euro/mese a famiglia
- Basilicata: 582,68 euro/mese a famiglia
- Piemonte: 580,17 euro/mese a famiglia
- Lazio: 575,83 euro/mese a famiglia
- Sicilia: 575,80 euro/mese a famiglia
- Molise: 569,35 euro/mese a famiglia
- Emilia Romagna: 560,05 euro/mese a famiglia
- Veneto: 557,41 euro/mese a famiglia
- Trentino Alto Adige: 553,12 euro/mese a famiglia
- Umbria: 545,20 euro/mese a famiglia
- Abruzzo: 542,63 euro/mese a famiglia
- TOSCANA: 538,67 euro/mese a famiglia
- Sardegna: 527,93 euro/mese a famiglia
- Valle d’Aosta: 526,16 euro/mese a famiglia
- Friuli Venezia Giulia: 520,39 euro/mese a famiglia
- Lombardia: 508,04 euro/mese a famiglia
- Liguria: 494,03 euro/mese a famiglia
- Puglia: 443,78 euro/mese a famiglia
- ITALIA: 552 euro/mese a famiglia
(Fonte Elaborazione Coldiretti Toscana su dati Istat)
La galoppata al rialzo fa impressione: in 5 anni, considerando lo stesso parametro di spesa, il costo del carrello della spesa mensile è cresciuto del 13,5% che in soldoni si traduce in circa 776 euro in più.
“Il dramma degli aumenti della spesa - osserva la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani - è il dramma degli agricoltori. I conti non tornano né per le famiglie né per chi produce. I cittadini pagano di più prodotti alimentari che agli agricoltori vengono riconosciuti prezzi sempre più bassi a fronte di costi sempre più alti".
Il caso del pane
Emblematico è il caso del pane, alimento simbolo del paniere nazionale: una pagnotta da un chilo cinque anni fa aveva un costo medio di circa 2,2 euro, a settembre 2026 quella stessa pagnotta, fatta con la stessa farina, viene pagata dai toscani 4,4 euro al chilo secondo l’Osservatorio Nazionale dei Prezzi. Praticamente il doppio.
“Paghiamo di più un prodotto alimentare che agli agricoltori viene pagato sempre di meno", è il paradosso rilanciato da Cesani. Che aggiunge: "Nell’ultima campagna agli agricoltori toscani è stato riconosciuto un prezzo medio intorno tra i 29 e 30 euro al quintale che significa non coprire nemmeno i costi di produzione. Costi che sono diventati insostenibili”.
Dai fertilizzanti al gasolio agricolo passando per le materie plastiche e l’impatto sempre più pesante della gestione in campo dei cambiamenti climatici, secondo Coldiretti Toscana i costi di produzione sono cresciuti in questi mesi anche del 50% seguendo l’andamento delle tensioni internazionali e dei conflitti. Un quadro sempre più complicato nelle campagne che ha riportato gli agricoltori in piazza.
“I prezzi fanno presto a salire ma non altrettanto a calare. Anzi, spesso accade il contrario", sottolinea ancora la presidente. "Il destino degli agricoltori è legato a doppio filo a quello dei consumatori. Se i primi non sono messi nelle condizioni di produrre e guadagnare, i secondi non potranno accedere ad alimenti sani, sicuri, naturali. Salute e sicurezza alimentare sono a rischio senza interventi e misure economiche straordinarie per far fronte all’impatto della crisi energetica e produttiva. Più indeboliamo chi produce e chi consuma e più le tensioni cresceranno”.
Trasparenza, etichetta di origine, reciprocità e più controlli sono strumenti chiave per proteggere gli agricoltori e rendere accessibile ai cittadini alimenti sani a prezzi giusti: “La trasparenza è la madre di tutte le battaglie. Rendiamo obbligatoria l’indicazione di origine, scriviamo il paese di provenienza e aboliamo il codice doganale che legalizza gli inganni a tavola. Vedrete - ammonisce Cesani - che i prezzi delle materie prime agricole di qualità, quelle che coltivano e producono i nostri agricoltori, saranno pagate quanto meritano. Bisogna dare l’ultima parola a chi consuma per difendere chi produce”.
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