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Cronaca lunedì 31 gennaio 2022 ore 18:45

Truffe sui bonus per 440 milioni, trolley pieni di denaro

Guardia di Finanza - foto di repertorio

Perquisizioni anche in Toscana nell'inchiesta su una maxi-frode incentrata sui fondi pubblici. L'esultanza dei malfattori: "Il Covid porta bene"



RIMINI — E poi ci si meraviglia se il governo ha deciso di imporre controlli più severi sulle procedure per l'erogazione dei bonus varati in questi 2 anni di pandemia a sostegno di imprese e commercianti. Nel corso di un'inchiesta iniziata a Rimini e poi estesa a molte altre regioni, Toscana compresa, è stata scoperta un'organizzazione che è riuscita ad ottenere 440 milioni di euro di bonus vari (bonus locazioni, bonus ristrutturazioni per lavori sismici e di miglioramento energetico, bonus facciate) attraverso falsi crediti di imposta che facevano capo a 100 società create apposta per truffare lo Stato.

Le persone indagate sono 78, con 8 arresti in carcere, 4 ai domiciliari, 20 imprenditori interdetti dalle loro funzioni e 3 commercialisti dall'esercizio della professione. 

Le indagini sono nate da un approfondimento su una società fallita che vantava nei bilanci crediti d'imposta risultati inesistenti. Secondo il procuratore capo di Rimini Elisabetta Melotti, il danno provocato allo Stato dall'organizzazione è enorme. Nelle intercettazioni telefoniche si sentono alcuni degli indagati che pronunciano frasi come: "Il Covid porta bene", "Non so più dove andare ad aprire conti correnti in giro per il mondo". Nel corso delle perquisizioni, sono stati rinvenuti trolley pieni di banconote.

Le Fiamme Gialle sono entrate in azione con perquisizioni e sequestri di documenti e denaro in contanti in Emilia Romagna, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige e Veneto. Il reato a carico di tutti è indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. Fra  gli indagati ci sono 9 individui che hanno presentato domanda anche per il reddito di cittadinanza e altri 3 con precedenti penali per associazione di stampo mafioso.

La 'banda dei bonus' aveva una sede centrale a Rimini con ramificazioni in tutta Italia. Al centro della truffa, il sistema dei crediti di imposta introdotto dal decreto Rilancio del 2020 per aiutare le imprese in difficoltà. 

Stando alla ricostruzione delle Fiamme Gialle, i membri dell'organizzazione, professionisti e imprenditori, si incontravano a Rimini per mettere a punto le strategie per le cessioni dei crediti di imposta e per il reinvestimento dei proventi che derivavano dal sistema illegale. I lavori oggetto delle pratiche per la richiesta dei bonus potevano essere effettuati in tutta Italia.


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