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Attualità mercoledì 25 novembre 2020 ore 18:00

Maradona a Reggello, quel giorno nacque il mito

Il giovane Maradona con i dirigenti della Resco Reggello

Nessuno dimentica il Pibe de oro, deceduto oggi a Buenos Aires: quel 17 agosto 1984, nell’amichevole tra la Resco e il Napoli, si rivelò il fenomeno



REGGELLO — Era una calda estate di 36 anni fa. Quasi tutti i giorni i moltissimi valdarnesi salivano, come potevano, a Reggello, per assistere agli allenamenti del Napoli che in quel periodo aveva scelto la località collinare per svolgere la preparazione estiva. Attaccato alla rete dello stadio comunale, quell’anno c’era anche un giovane Maurizio Sarri, che all’età di 25 anni stava per appendere le scarpette al chiodo, e neanche immaginava che un giorno la sua storia personale da allenatore, avrebbe incrociato la storia sportiva del Napoli.

Quell’anno, era il 1984, non c’era Aurelio De Laurentis alla presidenza del Napoli ma il più estroso Ferlaino, il quale si era fatto consigliare da Rino Marchesi a scegliere la località collinare della montagna fiorentina, per avviare la preparazione precampionato.

Maradona era arrivato a Napoli un mese prima, e subito aveva dato spettacolo nella presentazione al San Paolo. Di fronte a 80.000 persone. E da quel giorno una carovana di tifosi prese a seguirlo in ogni suo spostamento. Anche a Reggello il popolo napoletano si faceva notare. E Maradona rispondeva. A modo suo.

I contatti tra Diego Armando e i tifosi erano solo “visivi”. Il “Pibe de Oro" non alloggiava nell’albergo di Piazza Potente, come invece facevano i suoi compagni di squadra. A lui era stata riservata una villa nei pressi di Reggello, ben protetta. Anche la sua trasferta allo stadio avveniva in modo riservato. Niente pullman ma una vettura riservata, che spesso cambiava per depistare i tifosi. Lo spettacolo, quindi, si svolgeva solo in campo. E spettacolo fu.

A conclusione del ritiro toscano, si disputò la classica partita di allenamento con la formazione locale. Un’abitudine di tutte le squadre in fase di preparazione. Ma quella partitella finì direttamente nella storia del calcio italiano. Maradona mostra i suoi numeri da giocoliere. Il pallone sembra telecomandato, la palla sembra sparire nei suoi dribbling. I giocatori della Resco Reggello sembrano birilli da saltare: a volte gli stessi calciatori avversari si fermano a guardare il fenomeno a bocca aperta, come fanno le persone sedute sugli spalti. Compreso quel Maurizio, futuro allenatore del Napoli.

Per la cronaca, la partita terminò con il punteggio di 9-0. Maradona ne segnò un paio, ma il suo gioco ubriacante dal quel giorno si rivelò nella sua magia: i passaggi, le veroniche, le finte. Da quell’agosto del 1981 inizio la storia di quel Napoli a trazione Diego Armando che finirà con due scudetti e una coppa Uefa.

Francesco Fondelli
© Riproduzione riservata



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