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Politica sabato 27 settembre 2014 ore 12:34

Riforma elettorale e conflitti di interesse

I dissidenti del Pd: ''Nel collegio di garanzia che ha respinto il ricorso ha votato anche la vicecoordinatrice di Forza Italia Raffaella Bonsangue''



FIRENZE — Pochi giorni fa il collegio di garanzia statutaria della Regione ha respinto il ricorso contro la nuova legge elettorale toscana presentato dai gruppi Nuovo Centrodestra, Fratelli d’Italia, Udc e Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani con il sostegno dei consiglieri del gruppo misto Romanelli e Chiurli. 

Il nuovo testo, frutto di un accordo siglato da Pd e Forza Italia e appoggiato anche da altre forze politiche sia di maggioranza che di opposizione, è stato approvato dal consiglio regionale l'11 settembre scorso con un voto trasversale a cui non hanno partecipato sette consiglieri regionali dello stesso Partito Democratico (Vanessa Boretti, Daniela Lastri, Lucia Matergi, Fabrizio Mattei, Aldo Morelli, Pier Paolo Tognocchi, Gianfranco Venturi), in profondo disaccordo con alcuni punti del testo.

Gli stessi consiglieri oggi commentano, negativamente, anche la decisione del collegio di garanzia di dichiarare la riforma conforme allo statuto regionale. E sottolineano l'inopportunità che abbia votato il pronunciamento anche l'avvocato Raffaella Bonsangue, dall'estate scorsa vicecoordinatrice regionale di Forza Italia.

''Non possiamo non evidenziare che il Collegio ha deciso con la piena partecipazione di un suo componente, vice coordinatrice regionale di Forza Italia, che francamente avremmo pensato si sarebbe astenuta, considerato il suo ruolo non in un organo qualsiasi di Forza Italia ma in un organo esecutivo regionale del suo partito - spiegano i consiglieri del Pd - Se poi le votazioni di alcune parti fossero state fatte a maggioranza di 4 a 3, con il voto decisivo di quest’ultima, le perplessità aumentano''.

''Il Collegio ha deciso a maggioranza su ogni punto e dopo una discussione non scontata - dichiarano ancora i consiglieri -  Su ogni questione vede i problemi e i rischi, perfino la possibile confusione nel voto, ma poi conclude ogni volta che in fondo il limite non è stato superato, in fondo la libertà è assicurata, in fondo sulle soglie c’è alta discrezionalità, in fondo il legislatore lo spazio ce l’ha. Insomma, abbiamo appreso che lo statuto regionale consente praticamente qualsiasi legge elettorale, a meno che non sia bocciata dalla Corte Costituzionale. Tutti i problemi di incostituzionalità rimangono aperti. La decisione del Collegio statutario ripropone il tema di garantire a questo organismo la piena autonomia dalla politica''.

''Per quanto ci riguarda, dunque, la decisione del Collegio non ci convince e non sposta di nulla le nostre opinioni politiche e non cambia la nostra preoccupazione su una legge elettorale toscana che resta fragilissima sui principi ed espone il prossimo consiglio a rischi di delegittimazione e di sopravvivenza - concludono Lastri, Boretti, Morelli, Venturi, Tognocchi, Matergi e Mattei - Se perciò avremo occasione di intervenire nuovamente, non faremo mancare il nostro impegno per cambiare norme sbagliate. La parola torna, dopo la parentesi del giudizio del Collegio di Garanzia Statutaria, alle scelte politiche e al dibattito del Pd''.

La presenza nel collegio di garanzia della vicecoordinatrice degli azzurri toscani Bonsangue era stata rilevata nei giorni scorsi anche dai rappresentanti delle forze politiche che hanno presentato il ricorso contro la riforma.

''Il Collegio di garanzia si è limitato a valutazioni essenzialmente di merito, nelle quali è risultata decisiva la fortissima caratterizzazione partitica di alcuni componenti di quell’organismo - avevano commentato i capigruppo di Ncd, Fdi, Udc, Rif.Com.Comunisti italiani con i consiglieri Chiurli e Romanelli -  Era un pericolo che avevamo segnalato sottolineando come, per la credibilità dell’intera procedura, fosse quanto meno opportuna l’astensione dal giudizio dei membri del collegio che si trovassero in potenziale conflitto di interesse, personale o politico, rispetto alla decisione da assumere. La nostra preoccupazione non è stata ascoltata e, a quanto risulta, nella risicata pronuncia a maggioranza che ha deciso il ricorso, proprio quei voti sono stati determinanti''.

La battaglia legale contro il Toscanellum quindi va avanti.



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