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Attualità domenica 23 novembre 2014 ore 12:07

Addio alle oliere, multe fino 8000 euro

Da domani bar, ristoranti e mense dovranno applicare il tappo anti-rabbocco ai contenitori di olio extravergine d'oliva. Crollo della produzione



FIRENZE — È Coldiretti a ricordare l'entrata in vigore della norma europea che fa scattare il divieto di utilizzare le tradizionali oliere per evitare che vengano riempite o allungate con olii diversi dall'exrravergine. Le multe previste a carico dei ristoratori variano da 1000 a 8000 euro più la confisca del prodotto.

"Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti - sottolinea la Coldiretti - devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. Gli stessi contenitori devono essere provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell'etichetta".

La norma europea prevede anche una più accentuata rilevanza cromatica rispetto all’etichettatura degli oli che siano prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati, così da mettere in guardia il consumatore sulla diversa qualità del prodotto.  

"Lo stop alle oliere truccate nei locali pubblici salvaguarda un prodotto base della dieta mediterranea che puo’ offrire importanti sbocchi occupazionali e opportunità di sviluppo sostenibile al Paese” ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Fra l'altro la novità arriva in un momento delicato per il settore: quest'anno la produzione di olio d'oliva dovrebbe scendere del 35%, attestandosi intorno alle 300mila tonnellate a livello nazionale.

La produzione dovrebbe praticamente dimezzarsi anche in Spagna che però mantiene ugualmente la leadership mondiale con circa un milione di tonnellate. 

Il mercato europeo dell’olio di oliva, con consumi stimati attorno a 1,85 milioni di tonnellate, rischia quindi di essere invaso dalle produzioni provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che non sempre hanno gli stessi requisiti qualitativi e di sicurezza. 

Un rischio che riguarda soprattutto l’Italia che ha aumentato le importazioni di olio di oliva dall’estero del 45 per cento rispetto al 2013 con  la Spagna che ha addirittura quasi quadruplicato le spedizioni verso la Penisola (273% secondo i dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2014).

Se questo trend sarà mantenuto, l’arrivo in Italia di olio di oliva straniero raggiungerà nel 2014 il massimo storico con quantitativi pari al doppio di quello nazionale.


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