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Politica giovedì 05 gennaio 2023 ore 13:45

Acciaierie Piombino, “preoccupa il silenzio su Jsw"

A riaccendere i riflettori sulla vertenza e il futuro dello stabilimento siderurgico il portavoce della lista civica Ascolta Piombino



PIOMBINO — Tra le indiscrezioni su una possibile trattativa del gruppo Arvedi e la promessa di un incontro con il nuovo ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nulla di certo è dato sapere sul futuro delle acciaierie di Piombino oggi Jsw e i lavoratori coinvolti.

“Le prospettive del gruppo siderurgico Jsw di Piombino dovrebbero interessare tutti noi cittadini per diversi motivi. - ha commentato il portavoce della lista civica Ascolta Piombino Riccardo Gelichi - Intanto perché il Pil di questo territorio si basa ancora prevalentemente su questo comparto, sia pur retto dalla cassa integrazione, considerando altresì che il rinnovo della Cig potrebbe non essere eterno, soprattutto se e quando gli assetti societari si modificheranno insieme con un nuovo piano industriale”.

“Comunque vada si disegnerà un nuovo assetto industriale e visto che una grande parte in cui insistono le attività industriali e di logistica è in concessione demaniale o suolo pubblico, sarebbe imprescindibile un ruolo di accompagnamento di questo percorso da parte del territorio, nello specifico, da parte diquest’amministrazione. Il nuovo Governo, a nostro giudizio, non può svolgere un mero ruolo di osservatore su questa partita per l’elemento strategico industriale che rappresenta e per le ripercussioni sociali che ne potrebbero conseguire se si lasciasse tutto nelle mani di una semplice trattativa privata”.

“L’amministrazione di Piombino, il sindaco in particolare, dovrebbe avere la strada spianata nei rapporti con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, militando entrambi nello stesso partito (Fratelli d’Italia, ndr), non dovrebbe essere difficile sollecitare il ministro a intervenire in prima persona. - ha proseguito - Non si capisce quindi perché il sindaco non declama mai d’incontri e interessamenti sul tema, che vedano almeno un approfondimento e una strategia territoriale conseguente; perché a questa partita sono legati anche altri potenziali sviluppi imprenditoriali di quella vastissima area, 931 ettari, occupata dall’industria che si chiama SIN.Stiamo parlando di sviluppo e diversificazione ma per ora è il buio, tanto che anche i sindacati sono costretti a chiedere incontri per avere chiarezza. La politica sembra totalmente disinteressata al tema, sarà perché la siderurgia è passata di moda? Anche chi aveva contribuito a redigere quegli Accordi di Programma che pur con fatica stanno tenendo in piedi questo comprensorio, parlo del Pd locale, non fa cenno sul tema, forse pensando al fatto che alla siderurgia si possa anche rinunciare”.

“Nemmeno noi fra i fautori di un maggior peso turistico e la necessità di avviare nuovi modelli d’impresa abbiamo mai pensato a una Piombino scevra dal comparto industriale; lo dicevamo nel 2010 quando ‘Piombino non doveva chiudere’ e lo pensiamo anche oggi, convinti altresì che per far riuscire qualsiasi processo di reindustrializzazione, senza lasciare a terra nessuno, sia necessaria una regia pubblica locale, regionale e governativa”, ha concluso Gelichi”.


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