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Attualità giovedì 05 ottobre 2023 ore 18:45

Dopo quello blu, ecco il granchio crocifisso

Il granchio crocifisso (Charybdis feriata)
Il granchio crocifisso (Charybdis feriata)
Foto di: Fabio Grati (Cnr-Irbim)

Il nuovo nuotatore alieno è stato catturato in Adriatico da un pescatore artigianale. Nel 2015 un avvistamento anche in Toscana



ANCONA — Dopo il granchio blu addirittura in due specie, un nuovo nuotatore alieno ha raggiunto i mari italiani, stavolta dalle acque tropicali e subtropicali dell’oceano Indiano e Pacifico: lui è il granchio crocifisso Charybdis feriata, catturato nel mare Adriatico dinanzi alle coste di Senigallia da un pescatore artigianale.

A dare l’annuncio del ritrovamento è un gruppo di ricercatori dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Ancona (Cnr-Irbim) nei cui laboratori si trova l’esemplare.

A distanza di poco più di un mese dalla segnalazione di una seconda specie di granchio blu in Adriatico (Portunus segnis), ecco dunque una terza specie di granchio alieno

Il granchio crocifisso è stato segnalato per la prima volta in Mar Mediterraneo nel 2004 al largo di Barcellona, ed esistono ad oggi pochissimi avvistamenti di questa specie nel Mare Nostrum, compreso un recente ritrovamento nel golfo di Genova nel 2022 ed a Livorno nel 2015, sempre vicino a grandi porti. 

Il granchio crocifisso è un predatore di grandi dimensioni, i maschi di questa specie possono arrivare a pesare 1 chilo e la specie è ampiamente commercializzata nelle aree di origine. Secondo i ricercatori, la presenza di questa specie in Adriatico è da attribuirsi allo stesso vettore che ha introdotto il più noto granchio blu Callinectes sapidus: il trasporto navale.

"Questo ritrovamento si aggiunge ad una lunga lista di nuove introduzioni nei nostri mari”, dichiara Ernesto Azzurro, ricercatore del Cnr-Irbim di Ancona. “Al momento, considerate le caratteristiche ecologiche del granchio crocifisso e la sua tolleranza termica – prosegue – non riteniamo che ci sia il rischio di un’invasione di questa specie in Adriatico. Sappiamo, tuttavia, che l’attuale aumento delle temperature sta favorendo il successo di specie tropicali invasive, ed è molto importante monitorare la presenza e la distribuzione di questi alieni in stretta collaborazione con i pescatori”.


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