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Attualità giovedì 14 aprile 2022 ore 15:05

Monociti per scovare il Covid, scoperta in Toscana

L'ampiezza della distribuzione dei monociti sarebbe un parametro utile per la valutazione clinica rapida dei pazienti affetti da Coronavirus Covid-19



AREZZO — Una alterazione dell'ampiezza dei monociti, ottenibile con un semplice emocromo, sarebbe utile a valutare rapidamente la presenza del Covid-19, è quanto emergerebbe da due studi italiani svolti presso la Usl di Modena e l'ospedale San Donato di Arezzo hanno evidenziato come l’MDW sia significativamente più alto nei pazienti Covid positivi rispetto ai pazienti negativi

In questo contesto Beckman Coulter ha annunciato che l’applicazione MDW-SARS CoV-2 ha ottenuto il marchio Ce per l’utilizzo dell’MDW come supporto per la diagnosi in pronto soccorso dei pazienti adulti a rischio di SARS-CoV-2.

L’ampiezza della distribuzione dei monociti è una misura della variabilità morfologica dei monociti aumentata in risposta a infezioni batteriche, virali o fungine.

"Già un anno fa ritenevamo i risultati dell’MDW un parametro utile per i pazienti affetti da Covid-19, anche per la velocità e la facilità con cui potevano essere ottenuti - commenta il dottor Agostino Ognibene, direttore del dipartimento medicina di laboratorio e trasfusionale presso l’ospedale San Donato e ricercatore principale dello studio pubblicato su Clinica Chimica Acta - La popolazione monocitaria nel Covid-19 è il primo elemento ad essere coinvolto nella risposta immunitaria. Questa risposta è alla base dei cambiamenti morfologici dei monociti che si riflettono in una alterazione del parametro MDW, ottenibile con un semplice emocromo. Le nostre iniziali considerazioni sul test MDW ci inducevano già un anno fa a ritenerlo un parametro utile per i pazienti Covid-19, grazie anche alla sua rapidità e facilità di ottenimento. L’aggressività del virus infettante e lo stato reattivo del paziente sono risultati collegati al parametro MDW che si può così inserire nella valutazione clinica del paziente. La convalida del test, grazie alla marcatura CE IVD, è un notevole passo in avanti a conferma dei risultati dello studio eseguito nel nostro centro, che aveva mostrato il ruolo di questo test come marcatore prognostico e indice dell’efficacia della terapia, nel contesto di una strategia integrata con altri test di laboratorio".


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