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Attualità venerdì 25 settembre 2015 ore 18:40

Agricoltura, dall'Unione Europea 961 milioni

Bruxelles plaude alla Regione. Remaschi: "Dal Programma di sviluppo rurale 961 milioni di euro, risorsa strategica che occorre spendere bene"



FIRENZE — "Complimenti alla Regione Toscana che è stata davvero fra le prime Regioni ad adottare a maggio il Programma di sviluppo rurale 2014-2020" . Lo ha detto la funzionaria Capo Area per Italia della Commissione Ue, Kristine Liljeberg, intervenendo stamani a Palazzo Strozzi sacrati, alla riunione di insediamento del Comitato di Soveglianza del PSR.

L'assessore Remaschi ha indicato le linee fondamentali della politica che la Regione intende attuare grazie alle misure del PSR. In prima battuta l'assessore ha detto che occorre puntare sulla competitività per affrontare le sfide del mercato globale, puntare sui giovani e supportare il ricambio generazionale e stimolare le aggregazioni di fliera. Remaschi ha poi indicato nell'agricoltura sostenibile e nel biologico un altro degli elementi di punta del nuovo Psr, senza tralasciare il tema dei cambiamenti climatici e le misure per il settore forestale, e quello della ricerca e dell'innovazione.

Durante la riunione del Comitato di Sorveglianza sono stati presentati e approvati i criteri di selezione di 33 misure e sottomisure, messi a punto dopo un lavoro di concertazione che ha coinvolto tutti gli attori, che andranno a caratterizzare gli investimenti sul Psr nei prossimi mesi.

"La programmazione 2014-2020 è strategica per la Regione Toscana." L'assessore Remaschi, aprendo la riunione del Comitato di Sorveglianza sul programma di Sviluppo Rurale, ha tenuto a sottolineare l'importanza dello strumento di programmazione "non solo per le risorse che mette a disposizione, pari a 961 milioni, 90 milioni in più del precedente Programma di Sviluppo rurale 2007-2013" e la necessità di "spendere bene questi soldi", ma ha rimarcato il valore dell'agricoltura Toscana ricordando che "esso va ben al di là dei numeri e del 2% del Pil che rappresenta." "Queste risorse – ha continuato Remaschi – sono strategiche per valorizzare il mondo agricolo in Toscana, il nostro mondo, e le sue peculiarità. In Toscana l'agricoltura rappresenta un modello territoriale e paesaggistico di grande pregio, è un'agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente e della biodiversità."

Ed ecco i numeri: 70 mila aziende agricole in Toscana e 5 mila aziende di trasformazione agroalimentare, 86 fra DOP (denominazioni di origine protetta) e IGP (Indicazione di origine protetta), che sono "il segno distintivo dell'eccellenza toscana in campo agroalimentare". Remaschi ha anche ricordato che nel 2014 sono stati spesi in Toscana 187 milioni di "pagamenti diretti" in agricoltura (il primo pilastro della Pac, la politica agricola comunitaria) e 168 milioni per lo sviluppo rurale (il secondo pilastro). "Si tratta di cifre importanti – ha ribadito – e siamo orgogliosi di come abbia funzionato tutto il meccanismo e di come ARTEA, che è il nostro organismo pagatore, abbia saputo raggiungere questi risultati."


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