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Attualità martedì 11 novembre 2014 ore 14:01

Economia toscana, tradite le speranze di ripresa

Servizio di Tommaso Tafi

Il rapporto di Bankitalia per il I semestre 2014 parla di stagnazione: crescono export e occupazione, ma calano gli investimenti. Dramma nell'edilizia



FIRENZE — La tanto attesa ripresa è nuovamente rimandata. Nonostante la Toscana, grazie ad un rinnovato vigore nelle esportazioni, presenti una condizione mediamente migliore rispetto alla media delle regioni italiane, la fotografia scattata dalla Banca d'Italia per il I° semestre 2014 racconta di una sostanziale stagnazione

La vitalità dimostrata dal settore industriale nell'ultimo scorcio del 2013 non è stata infatti riconfermata all'inizio di quest'anno. I servizi hanno continuato a risentire della contrazione dei consumi degli italiani: nel commercio i prezzi si sono ridotti del 2,9% in sei mesi, perfettamente in linea con il -5,3% in tutto lo scorso anno. Grande difficoltà anche per l'attività portuale con il movimento merci che visto una riduzione del 5,7% su cui pesa però il tracollo dell'attività di Piombino. Va un po' meglio il traffico passeggeri, cresciuto dell'1,7% e questo dato fa il paio con l'incremento del turismo, compreso quello nostrano, che ha fatto segnare un incoraggiante +4,,6%.

Di contro ecco i dati sul manifatturiero. La crisi più grave continua ad essere quella dell'edilizia, con 7 imprese su 100 che hanno chiuso i battenti nel 2014 e una riduzione complessiva degli ordinativi di cemento nei cantieri pari ai 2/3 rispetto al periodo pre crisi. E le prospettive per l'immediato futuro non sono buone, visto che il 40% degli imprenditori è convinto di chiudere l'anno in perdita

La leggera ripresa dell'export ha invece fatto da traino ai settori della farmaceutica, della meccanica e della moda, che hanno visto un incremento dei fatturati e hanno contribuito in maniera decisiva all'incremento degli occupati in Toscana: +1,5% le donne e +2,8% i lavoratori dipendenti. Crollano del 4,5% invece i lavoratori autonomi. ma su questi due dati pesano gli effetti della cassa integrazione che permette di considerare occupati chi invece beneficia degli ammortizzatori sociali.

Ultimo capitolo, quello del credito. Le banche hanno allargato leggermente i cordoni della borsa soprattutto per quanto riguarda i mutui contratti dalle famiglie per comprare casa. I problemi però sono due: da un lato il fatto che la domanda di credito dalle imprese non accenna a crescere, con gli imprenditori che puntano a rinforzare il proprio capitale circolante ma sembra abbiano smesso di fare investimenti. L'altro problema riguarda il credito anomalo: il 25% del totale di quanto erogato dalle banche è a rischio insolvenza, vuoi per le sofferenze delle imprese, vuoi per le difficoltà di alcune famiglie di saldare con puntualità le rate. 

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