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Attualità domenica 15 febbraio 2015 ore 17:59

Empoli capitale dell'antifascismo toscano

Autorità, cittadini ed associazioni si sono riuniti per commemorare il 70° anniversario in cui i 532 volontari partirono per la guerra di Liberazione



EMPOLI — Una cerimonia sentita e partecipata, svoltasi a pochi metri da piazza del Popolo, da quella piazza in cui martedì 13 febbraio 1945 partirono in 532, ragazzi neanche 18enni, uomini, figli e padri, per contribuire alla guerra di liberazione nazionale, per liberare l’Italia da fascisti e nazisti. 

Il corteo per le strade della città che ha toccato i luoghi simbolo di quegli anni di sofferenze e poi di libertà: piazza XXIV Luglio col cippo ricordo della rappresaglia nazista dove furono fucilati 29 empolesi, piazza della Vittoria e il monumento ai caduti e quindi piazza del Popolo di fronte alla lapide posta in occasione del 35° anniversario della partenza dei volontari.
L’inno nazionale, l’alza bandiera, il picchetto d’onore, le note della banda, l’intonazione di ‘Bella ciao’ da parte dei rappresentanti delle associazioni di ex partigiani ed ex deportati, le deposizioni delle corone, i ricordi e la presenza di alcuni di quei 532.

Nel suo intervento di apertura, il sindaco di Empoli Brenda Barnini ha richiamato le parole di Giorgio La Pira che scriveva: “Empoli è un punto speciale nella geografia della Resistenza, un punto speciale nella geografia della liberazione".

Oltre al già presidente del Senato della Repubblica Franco Marini attuale presidente del Comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha chiuso gli interventi, hanno parlato Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana; Dario Del Sordo, presidente onorario della sezione ANPI di Empoli; Dario Parrini, membro della Camera dei Deputati; Enrico Rossi presidente della Regione Toscana.

Hanno partecipato alla cerimonia il senatore Laura Cantini, gli assessori regionali Vittorio Bugli e Luigi Marroni, il presidente di Anci Toscana e sindaco di Sesto Fiorentino Sara Biagiotti, il prefetto di Firenze Luigi Varratta, il questore Raffaele Micillo, rappresentanti delle forze dell’ordine provinciali e locali. 

Nei vari interventi, dopo la ricostruzione storico di Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza, si sono toccati da parte degli oratori i temi dei valori della Resistenza, poi sfociati nella Carta Costituzionale, nel senso di unità nazionale che le sofferenze della guerra e di vent’anni di regime fecero ritrovare nella popolazione, nella necessità di un ruolo dell’Europa più forte di fronte alle nuove minacce del terrorismo islamico e davanti ai focolai di guerra che circondano la Comunità Europea. Commosso il cavalier Dario Del Sordo, uno dei giovanissimi che partì la mattina del 13 febbraio ’45 e che ha ringraziato tutti i presenti in platea.


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