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Attualità giovedì 04 settembre 2014 ore 11:52

Fecondazione eterologa, primo giorno a Careggi

L'ospedale fiorentino è la prima struttura pubblica in Italia ad aver avviato le visite. Via libera della Conferenza delle Regioni alle linee guida



FIRENZE — La prima coppia che ha sostenuto il colloquio era molto emozionata: sia il marito che la moglie hanno piu' di 40 anni e, se gli esami e gli accertamenti diagnostici di rito andranno bene, potranno sottoporsi all'intervento vero e proprio di fecondazione assistita eterologa fra circa due mesi.

Nelle scorse settimane le Asl della Toscana sono state subissate di richieste di prenotazione per l'eterologa ma la pressione potrebbe allentarsi fin dai prossimi giorni visto che  proprio oggi la Conferenza delle Regioni, riunita in seduta straordinaria, ha approvato le linee guida sulla fecondazione eterologa, condivise anche dal ministro della salute Beatrice Lorenzin sia per quanto riguarda l'inserimento dell'eterologa nei livelli essenziali di assistenza che sul fronte dei ticket a carico delle coppie, da definire sulla base dei costi. 

''Ma per farlo serve una legge in Parlamento'' ha dichiarato Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni mentre seondo il governatore della Toscana Enrico Rossi una legge ad hoc in questa fase iniziale non sarebbe necessaria

''Siamo convinti di aver fatto bene a partire'' ha dichiarato Ross che, subito dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto dell'eterologa in Italia, portò all'approvazione della giunta un regolamento provvisorio che ha fatto da apripista anche per le altre regioni (vedi qui sotto la dichiarazione in video di Rossi del 28 Luglio 2014).

La Regione Toscana attualmente applica un ticket da 500 euro sulla fecondazione omologa ed è intenzionata a rimanere sulla stessa linea di costo anche per l'eterologa.

Le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regione prevedono che la donazione di cellule riproduttive alle coppie che non posso avere figli debba essere volontaria, altruista e gratuita.  

I donatori non potranno essere retribuiti ma sono previste 'forme di incentivazione' (non di tipo economico) analoghe a quelle applicate nella donazione di organi e tessuti.  

Le donne donatrici saranno avvertite dei rischi connessi all'intervento di prelievo. Le donne che si stanno sottoponendo a fecondazione non potranno donare ovociti ad altre donne per l'eterologa.

Le linee guida sconsigliano la fecondazione eterologa alle donne che hanno piu' di 50 anni ''per l'alta incidenza di complicanze ostetriche''. Il testo finale approvato dalla Regioni non prevede espressamente che i figli nati da fecondazione eterologa, una volta compiuti 25 anni, possano chiedere di conoscere l'identità del donatore (o della donatrice) previo consenso di quest'ultimo. ''La donazione deve essere anonima - si legge nel testo - e i dati clinici del donatore non potranno essere resi noti alla coppia che riceve le cellule''. I donatori non hanno il diritto di conoscere l'identità dei figli nati dalle cellule donate e lo stesso vale anche per il figlio nei confronti del donatore. Secondo alcuni legali pero' questo passaggio non impedirà ai nati di conoscere il donatore in applicazione della legge sulle adozioni e di alcune sentenze della corte costituzionale.

Enrico Rossi sulla fecondazione eterologa - dichiarazione del 28 Luglio 2014
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